Lotta alla plastica: iniziativa UE a Ladispoli contro il marine litter

Lotta alla plastica: iniziativa UE a Ladispoli contro il marine litter

Fonte immagine: UE

Prima giornata di raccolta e di sensibilizzazione contro la plastica nei mari organizzata dall'UE insieme ad Ambienta Mare Italia.

L’Unione Europea ha scelto la Giornata Mondiale degli Oceani dell’8 giugno per dare vita, insieme ad Ambiente Mare Italia a un’iniziativa per la pulizia della spiaggia di Ladispoli e di sensibilizzazione verso il problema dei rifiuti marini, specialmente quelli in plastica. Un tema oggetto anche di una recente direttiva comunitaria, che ha drasticamente limitato l’utilizzo di prodotti plastici monouso.

La Rappresentanza in Italia della Commissione europea e l’associazione Ambiente Mare Italia hanno dato vita a una giornata dedicata alla pulizia della spiaggia di Ladispoli, presso Torre Flavia, unendovi una campagna di sensibilizzazione verso la lotta della plastica e la difesa della biodiversità dai rifiuti marini. Con ripercussioni anche sulla pesca, che si trova ad affrontare costi che oscillano tra l’1 e il 5% dei ricavi totali.

Proprio il Mediterraneo è tra i mari mondiali più inquinati dalla plastica, con la più alta densità di tali frammenti. Sul tema inquinamento gli europei sono sempre più preoccupati, secondo un’indagine condotta dall’Eurobarometro, in relazione all’impatto sulla propria salute (74%) e sull’ambiente (87%). Come ha dichiarato Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea:

Ogni anno sono prodotti miliardi di tonnellate di plastica e solo il 30% viene riciclato. Non possiamo più attendere, se vogliamo proteggere l’ecosistema marino. La direttiva sulla plastica monouso è un elemento essenziale del piano d’azione per l’economia circolare della Commissione europea e rientra nella strategia dell’UE sulla plastica, che colloca l’Unione europea in prima linea nella lotta globale contro i rifiuti marini. Oltre alla definizione di un quadro normativo ad hoc, l’UE è da tempo impegnata a sostenere finanziariamente progetti e tecnologie che contribuiscono a salvaguardare l’ambiente naturale e a migliorare la salute dei nostri mari.

L’Italia è considerata ad alto rischio di inquinamento da plastica “marina”, in virtù dei suoi 7.500 km di coste. Terzo posto per il Bel Paese con 90 tonnellate di plastica al giorno, dietro Turchia (144) e Spagna (126). La direttiva UE approvata a maggio va a intervenire sui materiali plastici di origine “terrestre”, rifiuti urbani, che da soli rappresentano oltre l’80% del totale.

L’Unione Europea ha finanziato con oltre 2 milioni di euro il progetto Medsealitter, con l’obiettivo di sviluppare, insieme a istituti di ricerca, università e associazioni, il primo protocollo condiviso per il monitoraggio del “marine litter” e i suoi effetti sul Mediterraneo e su specie come le tartarughe Caretta Caretta o i pesci Boga. Ha sottolineato Patrizio Scarpellini, direttore del Parco Nazionale delle Cinque Terre – ente coordinatore del progetto Medsealitter:

Oltre il 65% delle tartarughe esaminate presentava oggetti o frammenti di plastica all’interno del tratto digestivo, mentre il 50% delle Boga esaminate aveva ingerito micro-plastiche. Più in generale 260 specie, tra cui invertebrati, tartarughe, pesci e mammiferi marini, sono direttamente o indirettamente colpite dal marine litter. Un fenomeno che ha effetti devastanti non solo sulla biodiversità, ma anche sulla qualità delle acque e degli interi sistemi territoriali.

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