Locuste in Africa, si rischia una seconda invasione

Locuste in Africa, si rischia una seconda invasione

Fonte immagine: ruvanboshoff via iStock

L'invasione di locuste in Africa potrebbe peggiorare, a causa dell'imminente stagione delle piogge: è quanto rivelano gli ultimi dati della FAO.

L’Africa rischia una seconda invasione di locuste, potenzialmente più pericolosa rispetto a quella che ha colpito il continente africano nelle ultime settimane. È quanto sottolinea la FAO, nell’analizzare i trend della recente invasione e le variazioni climatiche dell’Africa orientale, poiché potrebbero addirittura accelerare la riproduzione di questi insetti.

Così come già noto, da qualche settimana l’area più orientale dell’Africa – dalla Somalia al Kenya – è stata colpita da una forte e distruttiva invasione di locuste. Miliardi di esemplari hanno invaso soprattutto i campi coltivati, danneggiando irrimediabilmente i raccolti. Secondo quanto riferito dalla FAO, la situazione potrebbe addirittura peggiorare nei prossimi mesi, in concomitanza con la stagione delle piogge:

Stimiamo che il numero di locuste possa crescere anche di 20 volte nel corso della prossima stagione delle piogge, a meno che non vengano implementate attività di controllo.

L’invasione di locuste ha richiesto il dispiegamento di grandi forze per evitarne l’ulteriore proliferazione, con la distribuzione massiccia di pesticidi e altri sistemi di cattura. Le diffuse piogge cadute alla fine del mese di marzo, tuttavia, hanno costretto a un rallentamento di queste attività di contenzione e la furia degli insetti è tornata a crescere, soprattutto in Kenya, Etiopia e Somalia. Ora si tempe che le locuste possano giungere in modo massiccio anche in Uganda, Sudan e altre nazioni. I periodi più critici saranno quelli di maggio, quando questi insetti depongono le uova, e tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, quando i coltivatori locali inaugurano i raccolti.

A oggi, seppur con livelli diversi tra una nazione e l’altra, avvistamenti anomali di locuste sono stati confermati in Eritrea, Kenya, Etiopia, Somalia, Sudan, Congo, Tanzania e Uganda. Gli insetti sarebbero presenti anche in Medio Oriente e parte dell’Asia, come Yemen, Arabia Saudita, Qatar, Bahrain, Kuwait, Iran, Pakistan e India.

Fonte: EcoWatch

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