Lockdown da Coronavirus, un silenzio d’oro per scienziati e natura

Lockdown da Coronavirus, un silenzio d’oro per scienziati e natura

Lo stop alle attività produttive causato dal Coronavirus non essenziali ha portato benefici alla natura in termini di maggiore silenzio, cosa è cambiato.

La lotta al Coronavirus ha richiesto strumenti mai visti per molte delle persone attualmente in vita. Tra questi figurano anche misure straordinarie come la chiusura di tutte le attività non essenziali per il Paese. Conosciuto con l’inglesismo “Lockdown“, questo provvedimento ha portato anche dei benefici imprevisti per quanto riguarda la natura e il suo studio.

Cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno è possibile ragionare intorno al fatto che la chiusura forzata delle attività produttive causata dal Coronavirus ha generato un’inattesa diminuzione dei rumori prodotti dall’uomo. Il proverbiale “silenzio d’oro” verrebbe da dire, grazie al quale la natura ha saputo riprendersi alcuni degli equilibri perduti e che potrebbe permettere ai ricercatori di analizzare alcuni aspetti finora inaccessibili.

Diverse possibilità di studio si sono aperte ad esempio per i sismologi, che possono ora studiare i “brontolii” appena sotto la superficie terrestre, finora coperti dai forti rumori e dalle vibrazioni prodotte dalle città (traffico, lavori stradali, folle di pedoni e altro ancora). Secondo quanto affermato a Reuters dal Prof. Efthimios Sokos, in questo momento per chi studia sismologia è come “essere un astronomo in una città in cui hanno appena spento tutte le luci”.

Grazie alla riduzione del numero di navi in circolazione anche le balene sembrano destinate a vedere migliorata la propria condizione, soprattutto per quanto riguarda la riduzione dei livelli di stress. Minore inquinamento e maggiore silenzio sarebbero alla base anche dei benefici ottenuti da api e bombi, che riescono a rintracciare più facilmente i fiori da raggiungere.

In diverse città si è notato un canto degli uccelli più evidente rispetto al periodo “pre-Crisis”, frutto non tanto di un incremento di “volume” da parte dei volatili, quanto dell’assenza di quella coltre di rumore che copriva il loro cinguettio.

Fonte: Treehugger

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