Lo smog ci rende grassi

Lo smog ci rende grassi

Fonte immagine: iStock

Arriva dalla California l'ultimo studio condotto sugli effetti indesiderati dell'inquinamento atmosferico: induce a mangiare cibi poco sani.

Il livello di smog è collegato alla voglia di consumare cibi grassi e poco salutari. A sostenerlo un lavoro pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition dal team della University of Southern California, che ha esaminato i casi di più di 3100 bambini.

I ricercatori sostengono che alti livelli di particolato atmosferico, generati da centrali elettriche e scarichi delle auto, può indurre i più giovani ad avere una dieta sregolata e poco sana.

Monitorando le concentrazioni di biossido di azoto (gas prodotto in gran parte dai motori diesel e che insieme, ad esempio, a ozono, Pm 2.5 e Pm 10 rientra in quello che comunemente chiamiamo smog) è stato osservato che il rischio di consumare cibi grassi aumenta del 34%, inoltre le persone che vivono in zone altamente inquinate sono più propense a mangiare nei fast food.

Il reale motivo non è chiaro ed è ancora oggetto di analisi, ma si pensa che tutto sia collegato a come gli inquinanti agiscono sul nostro organismo: incidono nel modo in cui vengono assorbiti i nutrienti del cibo, facendo calare i livelli di zucchero nel sangue e aumentando, di conseguenza, la percezione di fame.

Per questo, sostengono i ricercatori, avanzare la proposta di combattere l’inquinamento atmosferico può servire anche per mettere freno al problema dell’obesità, particolarmente diffusa tra i più giovani negli Stati Uniti.

Zhanghua Chen della University of Southern California ha affermato:

“Considerata la rapidità con cui il cervello matura durante l’infanzia e l’adolescenza, i fattori ambientali potrebbero generare effetti potenzialmente duraturi sulla capacità di pensiero e di comportamento”.

Lo studio si aggiunge a una lista di ricerche che si amplia ormai in maniera quotidiana. Più la scienza va avanti, infatti, e più si scoprono nuovi effetti nocivi legati all’inalazione di gas nocivi. Lo scorso anno, per esempio, era stato “The impact of exposure to air pollution on cognitive performance” a sostenere che lo smog è colpevole pure della diminuzione delle nostre capacità di apprendimento.

Qualche giorno fa, invece, un altro studio aveva sottolineato come l’inquinamento atmosferico condizioni i livelli di felicità diffusi tra la popolazione.

Il tutto mentre in Italia ogni anno, per questo motivo, muoiono prematuramente 84mila 300 persone, e mentre l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) avvisa: il 92% dei cittadini del mondo respira aria con polveri sottili che sforano i limiti consentiti e sono circa 6,5 milioni l’anno le morti premature.

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