L’Italia torna al nucleare: scelta giusta o sbagliata?

L’Italia torna al nucleare: scelta giusta o sbagliata?

Ad oltre vent’anni di distanza dal referendum che nel 1987 sancì l’abbandono dell’impiego del nucleare nei processi di produzione di energia elettrica, il nostro paese torna sui suoi passi. Nel corso di un vertice tenuto a Roma, il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato un’intesa per […]

Ad oltre vent’anni di distanza dal referendum che nel 1987 sancì l’abbandono dell’impiego del nucleare nei processi di produzione di energia elettrica, il nostro paese torna sui suoi passi.

Nel corso di un vertice tenuto a Roma, il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato un’intesa per lo sviluppo congiunto di nuove centrali sul territorio dei rispettivi paesi.

Secondo la tabella di marcia, la prima nuova centrale nucelare italiana sarà attiva già nei prossimi anni, grazie al contributo e alla conoscenza tecnica forniti dall’esperienza francese in questo campo.

Il premier ha spiegato che si tratta di una mossa realizzata nell’ottica di portare il nostro paese all’adozione di tecnologie che sempre più si leghino al concetto di fonti alternative e rinnovabili, anche se a tal proposito, va segnalato come il nucleare non rientra né nell’una né nell’altra categoria.

Ad anticipare i tempi sull’esito dell’incontro di stamane era stato il ministro degli Esteri Franco Frattini, durante un’intervista rilasciata a Sky TG24, in cui è stata esposta la posizione dell’attuale coalizione di maggioranza sul futuro della produzione energetica italiana.

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