L’inquinamento può facilitare il diabete nei bambini

L’inquinamento può facilitare il diabete nei bambini

L'inquinamento atmosferico può aumentare la resistenza all'insulina nei bambini, diventando così un temibile precursore al diabete.

L’inquinamento è certamente una delle peggiori piaghe del mondo moderno e non solo in termini di danni ambientali. Gli effetti sulla salute sono ormai noti da decenni – dallo smog per le malattie respiratorie a patologie ben più gravi per l’esposizione a sostanze molto tossiche, come la diossina – ma oggi alla lista si aggiunge un’altra problematica: il diabete. Pare infatti vi sia una correlazione tra inquinamento e aumento della resistenza all’insulina nei bambini.

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È quanto pubblicato sulla rivista scientifica Diabetologia, a seguito di una ricerca condotta da Elisabeth Thiering e Joachim Heinrich dell’Helmholtz Zentrum di Monaco: l’inquinamento atmosferico, quello comune a tutte le zone urbane, può portare a uno stress ossidativo responsabile di un’aumentata resistenza all’insulina. Così spiegano i ricercatori:

Anche se la tossicità varia tra diversi inquinamenti atmosferici, sono ugualmente tutti considerati potenti ossidanti che agiscono sia direttamente su lipidi e proteine sia indirettamente attraverso l’attivazione di percorsi ossidanti intracellulari. Lo stress ossidativo causato dall’esposizione agli inquinanti atmosferici può, e i nostri risultati lo confermano, svolgere un ruolo cruciale nello sviluppo dell’insulino-resistenza dei bambini.

L’insulino-resistenza è un fattore precursore del diabete, la loro relazione è praticamente diretta. L’insulina è un ormone polipetico fondamentale per l’assorbimento del glucosio all’interno delle cellule, vero motore di tutto il corpo. Le problematiche connesse al suo assorbimento, così proprio come la resistenza all’insulina, possono con il tempo portare al diabete mellito, una patologia cronica che costringerà il paziente a cure continue per tutta la vita. Sebbene i dati dovranno trovare conferma in ulteriori trial clinici, pare che siano circa il 17% i bambini che hanno sviluppato forme – anche lievi – di resistenza. I ricercatori allora si domandano se le conseguenze della vita moderna, con una massiccia esposizione alla CO2 e ad altri fattori inquinanti, non porteranno a un aumento di questa patologia.

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Al momento, però, non vi è motivo di allarmarsi inutilmente: come già ricordato, lo studio dovrà essere confermato da ulteriori analisi. Certo è che la vita di città, pur tralasciando il diabete, non agevola ovviamente la salute dei più piccoli, tra tosse, asma e altre conseguenze della respirazione di sostanze dannose.

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