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Limpeza dos Mares: Italia e Brasile insieme contro il marine litter

Limpeza dos Mares: Italia e Brasile insieme contro il marine litter

Fonte immagine: Limpeza dos Mares

Al via il progetto congiunto tra Italia e Brasile denominato Limpeza dos Mare, nato per contrastare il fenomeno del marine litter.

Una collaborazione tra Italia e Brasile per contrastare il fenomeno del marine litter. Nasce così il progetto divulgativo “Limpeza dos Mares”, che vede in prima fila la brasiliana ACATMAR e Assonautica Italiana, sostenute nel progetto dai partner Ucina, Federpesca, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Camera di Commercio di Brindisi, ed è promosso da Italplanet in collaborazione con GreenStyle. I due Paesi insieme puntano a promuovere un modello congiunto di sostenibilità in difesa dei mari da inquinanti come la plastica.

L’inquinamento marino da rifiuti è ormai una piaga globale. A pesare sulla presenza di marine litter è soprattutto la plastica, come sottolineato anche da Mané Ferrari, presidente Acatmar, e Alfredo Malcarne, presidente Assonautica italiana:

Se quello dell’inquinamento dalla plastica è un problema che interessa tutti i mari nel mondo, Italia-Brasile sono Paesi amici e insieme faremo da capofila nella grande battaglia contro la plastica.

La presentazione ufficiale del progetto è in programma il prossimo 22 giugno presso il Salone Nautico di Venezia, mentre l’evento finale è previsto a luglio a Florianópolis (SC).

Legambiente ha presentato proprio in questi giorni il rapporto Beach Litter 2019, nel quale emerge come ben l’81,2% dei rifiuti marini sia composto da plastica (seguita da, 7,3% del vetro e dal 3,7% dei metalli). I più presenti lungo i litorali sono stati i pezzi di plastica di dimensioni comprese tra 2,5 e 50 cm, seguiti da pezzi di polistirolo, dalla categoria “tappi, coperchi e anelli” in materiali plastici e dai mozziconi di sigaretta.

A pesare è soprattutto la cattiva gestione dei rifiuti urbani secondo Legambiente, che la ritiene responsabile per l’85% dell’inquinamento marino (8% mancata depurazione, 7% attività di pesca). Come ha sottolineato l’On. Salvatore Micillo, Sottosegretario di Stato all’Ambiente, parlando della recente campagna #IoSonoMare lanciata dal Ministero dell’Ambiente:

La campagna #IoSonoMare nasce dalla volontà di raccontare ai cittadini lo stato del mare, ma soprattutto quanto lo Stato fa per il mare. È giusto e importante che i risultati delle indagini vengano condivisi e diventino patrimonio di tutta la collettività. I prossimi mesi saranno i mesi del mare, coinvolgeremo Università ed enti di ricerca e daremo evidenza a tutte le esperienze raccolte attraverso le attività di studio e controllo dei nostri mari.

I dati ci consentono di avere chiare quali sono le criticità su cui intervenire con provvedimenti normativi e campagne di sensibilizzazione. Per fare un esempio il Ddl Salvamare, approvato pochi giorni fa in Consiglio dei Ministri, o la #PlasticFreeChallenge lanciata dal ministro Costa la scorsa estate rispondono all’allarme dei rifiuti in mare, laddove sappiamo che il 95% dei rifiuti in mare aperto è plastica e parliamo di oltre 150 milioni di tonnellate.

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