Liberalizzazioni: nuove regole per il nucleare. Legambiente contraria

Liberalizzazioni: nuove regole per il nucleare. Legambiente contraria

Legambiente si scaglia contro l'articolo 24 delle DL liberalizzazioni: annullato l'iter di sicurezza per lo smantellamento delle centrali nucleari nel nostro Paese.

Il Governo Monti si appresta ad affrontare la spinosissima questione sul lavoro. Nel frattempo, anche il decreto sulle liberalizzazioni è sotto attacco da più parti. Tralasciando, perché non è compito nostro parlarne, le proteste di notai, tassisti e farmacisti, l’articolo 24 del decreto (ex articolo 25, così citato da Legambiente prima della modifica) entra su una delle questioni che più sta a cuore a questo sito: lo smantellamento delle centrali nucleari italiane. E lo fa con la stessa grazia del celebre elefante in una cristalleria.

L’obiettivo era lo snellimento dei procedimenti burocratici, accelerando i tempi quasi biblici che al momento occorrono per finire questi delicati lavori, mantenendo intatte le procedure di sicurezza. Eppure, l’accusa è quella di aver fatto saltare il controllo democratico ed istituzionale su un tema così sensibile rispetto alla salute pubblica ed al rischio di incidenti gravissimi.

Il violento “j’accuse” è portato avanti in primis da Legambiente. Il presidente Vittorio Cogliati Dezza non ha mezzi termini:

Questa norma appare assurdamente pericolosa perché cancellerebbe l’obbligo di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste per tutte le nuove infrastrutture e sarebbe fortemente antidemocratica perché toglierebbe il diritto di intervento al riguardo ai cittadini e agli Enti locali coinvolti. Tutto questo è inaccettabile e noi saremo al fianco dei cittadini di Saluggia e di tutte le aree potenzialmente interessate dalla realizzazione dei siti per le scorie, affinché il tema della messa in sicurezza delle scorie venga trattato in maniera adeguata e responsabile nel totale rispetto delle norme.

Ma il DL del governo non sembra piacere a molti per quanto riguarda le questioni ambientaliste. Ad esempio, poco amichevole risulta il commento di Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’Istituto Bruno Leoni. Stagnaro sottolinea come ci sia un’incompatibilità fra il decreto e gli obiettivi sul clima assunti dal nostro Paese. Sarebbe proprio il sistema degli incentivi a drogare in maniera poco utile il mercato. Molto meglio, invece di limitare la corsa a poche tecnologie decise dall’alto (con il sistema degli eco-incentivi), spingere verso una vera e propria Carbon Tax.

Fonti: Legambiente | ADNkronos | LeggiOggi

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