Lettera di 500 scienziati contro emergenza clima: quanto è credibile?

Lettera di 500 scienziati contro emergenza clima: quanto è credibile?

Una lettera di 500 persone tra scienziati e non sta facendo discutere e fornisce nuova linfa ai negazionisti del clima: quanto è davvero attendibile.

Una lettera per condannare il cosiddetto allarmismo climatico. Questa l’iniziativa che 500 tra scienziati, filosofi e altri esponenti del mondo imprenditoriale e non hanno realizzato in questi giorni. Un testo che ha fatto rapidamente il giro del mondo e che si è rivelato subito una fonte preziosa per negazionisti climatici e sostenitori dell’attuale modello di sviluppo industriale.

Anche alcune testate italiane hanno ripreso la lettera utilizzandola a supporto della propria linea, che sostiene eccessivo l’allarme lanciato da Greta Thunberg e dal movimento ambientalista mondiale. Quanto c’è di vero in quanto sostenuto dai 500 firmatari della missiva? Alcune delle teorie presentate nel testo lasciano più di qualche dubbio, soprattutto alcune riguardanti il rapporto tra CO2 e cambiamenti climatici.

Uno dei primi problemi che emerge leggendo l’elenco dei firmatari conosciuti riportato su Open (non disponibile al momento quello integrale) è l’assenza di scienziati esperti di clima tra i vari nomi presenti. Nessuno quindi risulterebbe avere esperienza in merito, ma essersi distinto soltanto in ambiti piuttosto differenti. Un esempio è il prof. Ingemar Nordin, filosofo tra i maggiori rappresentanti del neoliberismo svedese (che sostiene la necessità per l’economia di svilupparsi in autonomia, senza interventi statali).

Figurano poi anche un ex giornalista e tipografo commerciale ed ex lavoratore del settore viticolo (Terry Dunleavy) e Guus Berkhout, ingegnere al servizio negli scorsi anni della multinazionale petrolifera Shell. Non sorprende la presenza tra i firmatari del geologo Viv Forbes, presidente della Carbon Sense Coalition (il cui obiettivo è difendere il ruolo del carbonio sulla Terra), mentre più autorevole delle altre figure si rivela quella del prof. Richard Lindzen, seppure recentemente smentito nel suo negazionismo dai ricercatori NASA, fisico dell’atmosfera ed ex docente di meteorologia al MIT nonché tra i primi a sostenere l’ipotesi di “allarmismo climatico”.

Venendo invece al contenuto della lettera alcune teorie come dicevamo risultano quantomeno “forzate”. A cominciare da quella secondo la quale “Più CO2 viene immessa in atmosfera e meglio è”: la spiegazione sarebbe che un incremento di anidride carbonica renderebbe più verde la Terra.

Poco importa se contribuisce al riscaldamento globale, in quanto “un po’ di riscaldamento è normale dopo la conclusione nel 1850 di una piccola era glaciale”. Un altro aspetto ampiamente combattuto da migliaia di scienziati nel mondo i cui studi, sostenuti da diversi istituti di ricerca nel mondo, non ultimo l’Ente Spaziale statunitense (NASA), che sottolineano come sia necessario arginare l’incremento delle temperature, pena l’aggravarsi di eventi meteorologici estremi come inondazioni, tempeste tropicali e alluvioni.

Fonte: Open

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