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Leone marino colpito con la frusta, polemica in Uruguay

Leone marino colpito con la frusta, polemica in Uruguay

Fonte immagine: Facebook

Un leone marino è stato aggredito a colpi di frusta da un gruppo di bagnanti: accade in Uruguay, dove è partita un'indagine contro ignoti.

Un leone marino è stato sottoposto a un violento maltrattamento. Legato per il collo e immobilizzato sulla spiaggia, è stato colpito ripetutamente con una frusta, tra le risate dei presenti. È questo il drammatico resoconto che proviene dalla spiaggia di Pascual, nella Riserva Naturale di Playa Penino, in Uruguay. Le autorità si sono già mobilitate per identificare i responsabili e proteggere l’esemplare sottoposto ad abusi.

La denuncia arriva dalla locale ONG Coendú, la Conservación de Especies Nativas del Uruguay. L’associazione ha deciso di avvalersi della piattaforma Facebook per diramare le immagini del violento maltrattamento, rimbalzato velocemente sulle principali pagine della cronaca mondiale.

Nel filmato si vede un esemplare di Otaria flavescens, il leone marino sudamericano, accerchiato da alcuni uomini. Legato per il collo, l’animale viene ripetutamente colpito con una corda da uno dei presenti, riconoscibile data la presenza di un gilet catarifrangente. Il tutto fra le risate dei presenti, grida di incitazione e l’immancabile smartphone a riprendere la scena.

Recuperato il video, l’ONG ha immediatamente sporto denuncia alla locale prefettura, attivandosi per la protezione del leone marino. Alcuni volontari hanno velocemente costruito un perimetro protetto sulla spiaggia, affinché nessun malintenzionato si avvicini all’esemplare.

Al momento i responsabili non sono ancora stati identificati, anche se la prefettura sta indagando e raccogliendo testimonianze. Le associazioni di tutela locali stanno pubblicando numerosi appelli, affinché eventuali testimoni si facciano avanti denunciando gli aggressori. Non giungono molte notizie sulle condizioni di salute del leone marino: protetto dal cordone di volontari, l’animale si dimostrerebbe stressato e impaurito, come conseguenza dell’aggressione subita. A oggi, non sono nemmeno note le ragioni di un gesto tanto crudele, subito stigmatizzato dai principali gruppi di salvaguardia a livello mondiale.

Fonte: La Stampa

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