Lenti a contatto: al via il riciclo nel Regno Unito

Lenti a contatto: al via il riciclo nel Regno Unito

Fonte immagine: iStock

Lotta ai rifiuti plastici: il Regno Unito mette a punto un piano di riciclo per lenti a contatto.

È il caso di dirlo: il Regno Unito ci ha visto lungo. Parte proprio da lì, infatti, il primo piano di riciclo per lenti a contatto  in Europa. I portatori di lenti a contatto, indossate da circa 3,7 milioni di persone,  potranno differenziare questo particolare rifiuto in appositi contenitori presso i negozi che aderiscono all’iniziativa.

L’obiettivo è quello di evitare che questo particolare rifiuto venga gettato nell’indifferenziata, o peggio, buttato nel lavandino o nella toilette. C’è una grossa percentuale di consumatori che tende ancora a “smaltire” i prodotti usa e getta attraverso pratiche dannose per l’ambiente. Ne sono un altro esempio i cotton fioc, tra gli oggetti più ritrovati sulle spiagge del Mediterraneo. Un problema su cui pure l’Italia sta tentando di metterci una pezza.

Plastic free è la parola d’ordine del 2019

La decisione presa dal Regno Unito rientra in un contesto di lotta al “marine litter” (i rifiuti plastici dannosi per l’ecosistema marino) ben più ampio. Lo scorso mese l’Europa ha preso una decisione in materia mettendo al bando determinati oggetti monouso: dal 2021 sarà vietata la vendita di prodotti in plastica come cotton fioc, posate, piatti, cannucce, bastoncini, contenitori per alimenti e così via.

Un provvedimento, va ricordato, su cui l’Italia ha giocato d’anticipo. Nella scorsa legge di bilancio (fine 2017) era stato già disposto il divieto per la vendita di cotton fioc non biodegradabili su suolo nazionale. Bando scattato proprio il primo gennaio di quest’anno. Inoltre, in Italia dal prossimo anno sarà vietata anche la commercializzazione di cosmetici contenenti microplastiche e, sotto l’impulso del ministro Sergio Costa, l’intero ministero dell’Ambiente è adesso “plastic free“.

Più plastica che pesci nei nostri mari

Nel mondo ogni anno solo il 5% della plastica prodotta è effettivamente avviata a riciclo. Basti pensare che, della plastica prodotta nel 2016, circa 311 milioni di tonnellate, 8 milioni galleggiano nei nostri mari (il 97% dei rifiuti totali ritrovati in mare è plastica, spesso monouso). Per avere un’idea sulla quantità è come se la plastica in mare aumentasse al ritmo di un camion scaricato al minuto. Secondo la Fondazione MacArthur, impegnata in studi di settore su scena globale, a questi ritmi nel 2050 rischiamo di avere più tonnellate di plastica che di pesci nei nostri oceani.

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