Legge UE sul Clima, Greta Thunberg: è un segnale di resa

Legge UE sul Clima, Greta Thunberg: è un segnale di resa

Fonte immagine: European Parliament

Greta Thunberg critica rispetto ai nuovi obiettivi UE contenuti nella Legge sul Clima, presentata ieri al Parlamento Europeo.

La Legge UE sul Clima è un segnale di resa. Così Greta Thunberg ha commentato l’Eu Climate Deal, il documento che contiene gli obiettivi europei per la lotta ai cambiamenti climatici. Presente al Parlamento Europeo durante la riunione della Commissione Ambiente, la giovane attivista svedese ha invitato l’Europa a essere più ambiziosa e a giocare un ruolo più di rilievo per la salvezza della Terra.

Unione Europea che avrebbe scelto invece una strada più lunga e meno efficace, ha dichiarato Greta Thunberg in un discorso al Parlamento UE, rinunciando di fatto al suo ruolo di capofila della lotta ai cambiamenti climatici:

L’Unione Europea deve essere capofila: avete l’obbligo morale di farlo, oltre all’opportunità. Nel momento in cui l’Ue presenta questa legge sul clima, con le emissioni zero entro 2050, indirettamente ammettete la resa.

Entro il 2030 l’Unione Europea avrà come nuovi obiettivi la riduzione delle emissioni di CO2 nella misura del 55% rispetto al dato del 1990. Una misura ritenuta insufficiente anche da Legambiente, che ha chiesto all’UE di portare il valore almeno al 65%. Attenersi agli Accordi di Parigi non sarà sufficiente, sottolinea Greta, che invita il Parlamento Europeo a intraprendere azioni immediate e ad assumersi obiettivi “annuali” e non a lungo termine:

Dobbiamo iniziare a tagliare le emissioni in maniera drastica alla fonte fin da ora. I vostri obiettivi lontani nel tempo non serviranno a nulla se le emissioni continueranno ai livelli odierni, anche solo per qualche altro anno.

Sulla stessa linea anche Sebastian Mang, policy advisor di Greenpeace per la politica climatica europea, che ha dichiarato:

Senza piani per un obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030 basato sulla scienza, né misure per porre fine ai sussidi ai combustibili fossili, ci stiamo preparando al fallimento. Decenni di esitazioni e misure insufficienti ci hanno portato al punto in cui la sopravvivenza stessa della vita sulla Pianeta è a rischio a causa del collasso climatico. Il momento di agire è adesso, non tra 10 anni.

Fonte: SkyTg24

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