Legambiente: a rischio 23 siti Unesco in Italia

Legambiente: a rischio 23 siti Unesco in Italia

In Italia metà dei patrimoni Unesco a rischio per abusivismo e degrado. La denuncia di Legambiente riguarda 23 siti su 45 presenti

Più della metà dei siti italiani patrimonio dell’Unesco è a rischio. A lanciare l’allarme l’associazione ambientalista Legambiente, che fa sapere di come 23 località, delle 45 inserite nel prestigioso riconoscimento, siano a forte rischio per colpa dell’abusivismo e del degrado. Un esempio è Noto, piccolo centro nel siracusano, dove ventidue villette abusive sono state poste sotto sequestro dagli agenti della Guardia di Finanza.

Non solo il Sud Italia a rischio. Di recente anche lo straordinario Parco delle Cinque Terre, nel 2011 fermo a 4 vele nella Guida Blu o la Val D’Orcia hanno dovuto fare i conti con attacchi più o meno gravi al proprio status di patrimonio dell’umanità. Addirittura per il piccolo borgo medioevale toscano si è trattato di bloccare ben 96 villette a schiera, costruite appena sotto le mura.

Purtroppo in questi casi il comitato internazionale non può agire direttamente, come spiega Giovanni Puglisi, presidente nazionale della commissione italiana per l’Unesco:

L’Unesco non può fare nulla. Spetta alla Regione decidere come procedere in situazioni di criticità o di abusivismo. L’Unesco può solo successivamente intervenire decidendo se inserire l’area tra i siti in pericolo o, in casi estremi, di espellerlo dal patrimonio.

Questo il rischio maggiore per le nostre aree più belle: venire private del prestigioso riconoscimento, aprendo così la strada a rovine ben maggiori. Una sanzione già applicata alla città tedesca di Dresda, rea di aver approvato un piano urbanistico in contrasto con la salvaguardia delle proprie bellezze.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Emergenza Climatica Roma: consegna della petizione alla sindaca Virginia Raggi