Le linee guida dei governi sull’alimentazione stanno danneggiando l’ambiente

Le linee guida dei governi sull’alimentazione  stanno danneggiando l’ambiente

Secondo uno studio la mancanza di linee guida chiare da parte dei governi di tutto il mondo in materia di alimentazione stanno danneggiando l'ambiente.

Per un mondo più sano e più pulito avremmo bisogno di maggiori indicazioni da parte dei governi in materia di alimentazione. A stabilirlo è uno studio che ha rilevato che la mancanza di linee guida in materia di cibo è responsabile di un quarto delle emissioni alla base della crisi climatica e di milioni di morti precoci. L’analisi ha valutato 85 paesi riscontrando l’incapacità dei governi di aiutare le persone a seguire una buona dieta.

In ogni paese studiato, lo studio ha scoperto che le diete che le persone mangiano oggi contengono più carne rossa e trasformata di quanto raccomandato dalle linee guida nazionali o dell’Organizzazione mondiale della sanità e troppa poca frutta e verdura, fagioli, noci e cereali integrali in tutti i paesi.

I ricercatori hanno anche valutato l’impatto di una “dieta per la salute planetaria”, pubblicata dagli scienziati nel 2019, che raccomanda di ridurre il consumo di carne rossa di tre quarti nei paesi sviluppati. Tutto questo porterebbe portare a grandi tagli alle emissioni di gas a effetto serra e ridurrebbe il numero di morti precoci legate all’alimentazione dovute a malattie come malattie cardiache, ictus, cancro e diabete.

I risultati dello studio sui governi nel mondo

Nel Regno Unito, seguire la dieta per la salute planetaria ridurrebbe le emissioni legate al cibo del 70% e le morti legate all’alimentazione di 104.000 ogni anno, rispetto alle diete attuali delle persone. Negli Stati Uniti, dove lo studio ha rilevato che la dieta effettiva del cittadino medio non soddisfa i consigli nazionali per nessun gruppo alimentare, le emissioni calerebbero del 74% e i decessi di 585.000. Il taglio delle emissioni sarebbe ancora maggiore in Australia – 86% – con 31.000 morti in meno.

La ricerca, pubblicata sul British Medical Journal, ha valutato le linee guida dietetiche rispetto a cinque obiettivi ambientali e un obiettivo di salute. Quest’ultimo consiste nel ridurre di un terzo i decessi per malattie non infettive, mentre gli obiettivi ambientali si riferiscono al riscaldamento globale stabilito dall’accordo di Parigi, la distruzione di aree selvagge, l’uso di acqua dolce e l’inquinamento da azoto e fosfato in agricoltura.

Le linee guida dietetiche nazionali di solo due degli 85 paesi – Indonesia e Sierra Leone – erano compatibili con tutti e sei questi obiettivi. Bisognerebbe ridurre il consumo di carne rossa e latticini e suggerire diete sane come quella a base vegetale. I governi che si affidano a delle società per l’acquisto di cibo (per mense scolastiche e uffici, per esempio) potrebbero utilizzare dei bandi per incoraggiare il cambiamento attraverso l’introduzione di cibo sano. Il coronavirus ha offerto insoliti benefici ambientali: aria più pulita, minori emissioni di carbonio, tregua per la fauna selvatica. Ora è il momento di intervenire per capitalizzare queste conquiste.

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