LAV chiede un fisco amico degli animali

LAV chiede un fisco amico degli animali

Fonte immagine: Pixabay

LAV chiede cinque emendamenti alla Legge di Bilancio, per chiedere delle misure specifiche per gli animali: il fisco deve premiare le famiglie virtuose.

Un fisco non più nemico degli animali. È questa la richiesta che LAV, la Lega Anti Vivisezione, ha avanzato al Governo e al Parlamento: degli emendamenti alla legge di Bilancio affinché le famiglie possano trovare sollievo fiscale nell’accudimento di cani, gatti e altri esemplari domestici.

LAV ritiene siano necessarie delle misure più mirate per incentivare le famiglie, tramite delle agevolazioni di tipo fiscale, all’accudimento di un animale domestico. Un proposito che potrebbe tornare utile anche sul fronte delle adozioni, considerando come moltissimi esemplari – in particolare cani e gatti – siano alla ricerca di una nuova abitazione dopo una vita di randagismo e sofferenze.

Sono cinque gli ambiti su cui Governo e Parlamento potrebbero intervenire, delle richieste di cui la stessa LAV sostiene di aver trovato una piccola copertura economica:

  • Aumento delle detrazioni fiscali per spese veterinarie e farmaci, totale per chi adotta cani e gatti. Oggi vi è infatti un limite di detrazioni di 387.34 euro, con uno sconto massimo di 49.06 euro;
  • Cancellazione dell’IVA sulle prestazioni veterinarie per animali adottati e riduzione sulle stesse prestazioni, nonché sul cibo, per tutti gli esemplari accuditi non a scopo di lucro;
  • Riconoscimento del farmaco generico anche in ambito veterinario per abbattere i costi;
  • Possibilità di prescrizione del farmaco equivalente;
  • Cessione frazionata del farmaco veterinario da parte dei farmacisti.

Così come sostiene l’associazione, l’accudimento di un cane o di un gatto porta benefici a tutta la comunità, ad esempio evitando che vengano ingrossate le fila del randagismo. Come sottolinea ANSA, infatti, un cane in canile richiede l’esborso annuale di 1.277,50 euro: una cifra davvero elevata, se si considerano le migliaia di esemplari oggi accuditi da canili e rifugi, tali da richiedere alle amministrazioni locali una spesa complessiva di 126 milioni di euro l’anno. Proprio per questa ragione, le famiglie dovrebbero aver accesso a un fisco agevolato, affinché la scelta di offrire una casa a un cane oppure a un gatto non risulti troppo gravosa, quando non impossibile.

Vogliamo che si traduca in fatti una questione che è di giustizia sociale, per favorire da parte dello Stato un miglioramento della qualità di vita degli animali e un incremento delle adozioni, rendendo maggiormente sostenibile la spesa sostenuta dai cittadini, sia come privati che come sistema pubblico.

Fonte: ANSA

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