L’agri-tessuto rende la moda sostenibile

L’agri-tessuto rende la moda sostenibile

L’evento Donne in Campo Cia-Agricoltori Italiani e ISPRA ha svelato le attività che consentono il riutilizzo degli scarti alimentari nel settore tessile.

Esiste un tipo di tessuto che fa bene all’ambiente, parliamo dell’agri-tessuto realizzato al 100% da scarti agricoli, come foglie, carciofi, cipolle, melograni e castagne. Di queste soluzioni, in linea con i principi di economia circolare, se ne è parlato a Roma durante l’evento del 21 marzo “Donne in Campo Cia-Agricoltori Italiani e ISPRA”.

Durante il convegno è stato presentato “Filare, tessere, colorare, creare. Storie di sostenibilità, passione ed eccellenza”, documento dove vengono descritte le buone pratiche legate allo sviluppo del settore. Storie di eccellenza green nel comparto tessile “per costruire nuovi sistemi di produzione a minore impatto ambientale, come chiede l’Agenda 2030 dell’ONU”, sostengono Cia-Agricoltori Italiani e ISPRA.

Perché le donne sono fondamentali per la sostenibilità del settore? Lo ha spiegato Pina Terenzi, presidente nazionale Donne in Campo di Cia-Agricoltori Italiani:

La vicinanza tra le donne e il tessere è vivissima, nella storia e ancora oggi, come testimonia il grande contributo del mondo femminile alla sostenibilità della filiera dei tessuti naturali, cui apportano valore aggiunto e spiccata sensibilità. Con questo evento chiediamo di avviare con il Mipaaft (Ministero delle Politiche Agricole) e i Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, in collaborazione con l’ISPRA, un percorso condiviso e partecipato per la costituzione di tavoli di filiera a sostegno della produzione certificata di fibre naturali per la produzione di agri-tessuti

Oltre ai tanti vantaggi in chiave ambientale che possono arrivare delle tinture collegate all’uso di fibre vegetali e animali (dalla lana alla seta, dal lino alla canapa), c’è inoltre una quota crescente di popolazione che avverte problemi di dermatiti allergiche da contatto dovute ai coloranti sintetici.

Per questo motivo, sostengono le organizzazioni, bisogna puntare sempre di più su questo genere di materiali. Recuperando, infine, piante e scarti di coltivazione “si contribuisce a riqualificare aree dismesse o degradate, tutelando al contempo biodiversità e paesaggio”.

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