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Labradoodle, l’inventore si pente: “Basta con i cani Frankenstein”

Labradoodle, l’inventore si pente: “Basta con i cani Frankenstein”

Fonte immagine: zstockphotos via iStock

Il padre dei Labradoodle rinnega la sua creatura: gli incroci porterebbero a veri e propri cani Frankenstein, purtroppo soggetti a malattie e sofferenze.

L’ideatore dei Labradoodle, una razza di cane nata dall’incrocio tra il Labrador e il Barboncino, rinnega la sua creatura. E lancia un monito agli allevatori: basta con i “cani Frankenstein”. Sono queste le parole di Wally Conron, esperto di quadrupedi giunto a 90 anni, il quale ha ottenuto il suo famoso incrocio nel 1989.

Per quanto oggi la razza dei Labradoodle sia abbastanza diffusa e molto apprezzata dagli appassionati di cani, Conron teme di “aver aperto il vaso di Pandora” con il primo esemplare anni fa. Sebbene abbia agito con le più buone intenzioni, l’esperto allevatore sostiene di aver dato il via a una tendenza negativa per la salute degli amici a quattro zampe, con personaggi spietati pronti a realizzare le più insolite combinazioni allo scopo di raccogliere elevati guadagni. Un processo che avrebbe portato a non tenere in debita considerazione le necessità dei quadrupedi, i quali spesso sono condannati a problematiche fisiche e genetiche proprio a causa di incroci improbabili.

Così come riferisce Repubblica, lo stesso Conron si sente in colpa per gli stessi Labradoodle, poiché nel corso degli anni si è scoperto come questi cani siano più soggetti a soffrire di problematiche di tipo ereditario, alcune delle quali con un impatto a livello psichico e comportamentale. Ancora, l’esperto ha espresso estrema preoccupazione per alcune razze recenti, degli ibridi davvero insoliti, come il Rottweiler-Poodle: un incrocio tra un Rottweiler, appunto, e un barboncino.

Tra i disturbi che colpiscono più frequentemente i Labradoodle, vi sono la displasia all’anca, patologie varie agli occhi, cecità e, in alcuni casi, decadimento cognitivo. Secondo Colin Tennant, un esperto di cani britannico, il problema sarebbe comune a molti altri ibridi: dal Bichon Frise, un quadrupede che lacrima costantemente, agli esemplari brachicefali, affetti da gravi problematiche di respirazione.

Fonte: Repubblica

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