La Volkswagen si lancia nel mercato dell’energia domestica

La Volkswagen si lancia nel mercato dell’energia domestica

Per la prima volta nella storia la casa automobilistica tedesca Volkswagen annuncia un prossimo consistente sbarco in un mercato diverso da quella delle quattro ruote, ovvero quello della produzione elettrica domestica. Il progetto, presentato in questi giorni, è sviluppato in partnership con la società energetica LichtBlick. Idea alla base del progetto è quella di mettere […]

Per la prima volta nella storia la casa automobilistica tedesca Volkswagen annuncia un prossimo consistente sbarco in un mercato diverso da quella delle quattro ruote, ovvero quello della produzione elettrica domestica. Il progetto, presentato in questi giorni, è sviluppato in partnership con la società energetica LichtBlick.

Idea alla base del progetto è quella di mettere a disposizione delle abitazioni una mini centrale elettrica a metano. Un impianto in grado di funzionare grazie allo stesso motore a metano utilizzato in serie nella Golf, installato in una sorta di box metallico delle dimensioni approssimative di un congelatore, da mettere in cantina per alimentare la produzione domestica di energia.

Con questo sistema, le due società tedesche mirano a sfruttare gli alti livelli di efficienza energetica raggiunti dalla tecnologia di costruzione VW, e di proporre un sistema di alimentazione domestico di energia decentrato, in grado, sul modello a larga scala di 100 mila esemplari proposto durante la presentazione, di coprire un quantitativo di energia pari a due centrali a carbone di grosse dimensioni.

Trattandosi di un sistema alimentato comunque dalla fornitura domestica di metano, non può dirsi un’energia del tutto pulita. Ciononostante l’utilizzo dei motori della casa tedesca permette un efficiente rapporto consumi/energia di circa il 95 per cento, contro il 40 per cento della normale rete elettrica.

E ovviamente, come già avviene con i normali impianti domestici fotovoltaici, tutta l’energia in surplus sarà reimmessa nel sistema, grazie ad una rete di accumulatori della Società LichtBlick.

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