La rinuncia immediata ai combustibili fossili può salvare il clima

La rinuncia immediata ai combustibili fossili può salvare il clima

Fonte immagine: pixabay

Una nuova ricerca pubblicata su Nature dice che è ancora possibile restare nel target di 1,5 gradi, è necessaria l'uscita immediata dai combustibili fossili.

Possiamo ancora farcela. Siamo in tempo per contenere l’aumento della temperatura media globale nel target di 1,5 gradi centigradi a patto, però, di mettere immediatamente in campo azioni decise sui combustibili fossili e le emissioni climalteranti.

A sostenerlo un nuovo studio (Current fossil fuel infrastructure does not yet commit us to 1,5 °C warming) pubblicato dalla rivista “Nature”, per dimostrare  che è ancora nelle nostre mani la possibilità di evitare gli impatti negativi generati dal riscaldamento globale su cui, solo un paio di mesi, ci aveva messo in guardia il report speciale confezionato dall’ Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change, organo scientifico di supporto alla Conferenza sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite).

Lo studio ha rivelato che se tutte le infrastrutture legate all’uso dei fossili, in base alla scadenza della loro vita utile, venissero via via sostituite da nuove costruzioni a zero emissioni, ci resterebbe una possibilità del 64% di centrare l’obiettivo prefissato a Parigi nel 2015.

“È di sicuro una buona notizia”, ha dichiarato Christopher Smith, dell’Università di Leeds, prima firma della ricerca, “ma c’è comunque un rovescio della medaglia: stiamo dicendo che non possiamo più costruire nulla, da ora in poi, che si alimenti con i combustibili fossili e che quindi generi gas serra“.

In genere, la durata della vita utile delle centrali a carbone è fissata in 40 anni, 15 anni per le auto e 26 anni per gli aerei. Lo studio, inoltre, presuppone anche un rapido cambio nello stile di vita dei consumatori, soprattutto per quanto riguarda il comparto alimentare: va cessato il consumo di carne e latticini (ricordiamo che il settore gli allevamenti produce più gas serra dell’intero settore dei trasporti globali).

Va detto, però, che in questo campo c’è un certo grado di incertezza. Come per i lavori dell’Ipcc, infatti, anche qui non sono stati considerati diversi fattori difficili da quantificare (definiti “tipping points”), che possono incidere in modo sensibile sul calcolo. Uno su tutti, lo scioglimento del permafrost e il conseguente metano rilasciato. Un fatto che potrebbe accorciare, e di molto, il tempo a disposizione per mettere in salvo il clima e il benessere dei cittadini.

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