La Puma produrrà scarpe e t-shirt compostabili

La Puma produrrà scarpe e t-shirt compostabili

La Puma sta lavorando alla realizzazione di scarpe e abbigliamento compostabile: i nuovi accessori si venderanno al mercato e seppellire in giardino

La ‘rivoluzione verde’ sta contagiando sempre nuovi settori e da tempo ha reso più sostenibile anche la produzione e il confezionamento di scarpe e vestiti, almeno in alcune aziende. La notizia di oggi, però, non riguarda un piccolo produttore di nicchia, anticonformista e attento all’ambiente, ma un noto marchio della grande distribuzione: la Puma.

L’azienda tedesca, nota in tutto il mondo per i suoi articoli sportivi, ha dichiarato di lavorare già da tempo con alcuni partner per sviluppare prodotti eco-efficienti. Il progetto nello specifico prevede la realizzazione di scarpe e t-shirt che, testuali parole, ‘potranno essere sepolti in giardino’. Si tratta quindi di articoli realizzati con materiali di facile smaltimento, 100% biodegradabili e compostabili, che faranno risparmiare sulla raccolta dei rifiuti.

La Puma si era già mostrata interessata a seguire le nuove tendenze della moda ‘verde’ realizzando  la borsa Clever Little, una scatola per scarpe prodotta con il 65% di carta in meno e con un consumo sensibilmente minore di energia, acqua e carburante.

A proposito del nuovo progetto Franz Koch, Chief  Executive Officer di Puma, ha dichiarato alla rivista economica tedesca Wirtschaftswoche:

Nel ciclo biologico è possibile realizzare articoli sportivi che siano compostabili in modo che possano essere distrutti e seppelliti nel giardino sul retro. Stiamo lavorando su prodotti che rispondano a questi due criteri. Siamo certi che nel prossimo futuro saremo in grado di portare le prime scarpe, magliette e borse, che sono riciclabili o compostabili, al mercato.

Lo scenario proposto è quanto meno originale e divertente: ci aspetta davvero un futuro in cui le scarpe si acquisteranno al banco della frutta e verdura e si smaltiranno in un giardino per farle diventare compost?

Fonte:  The Guardian

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