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La mobilità del futuro? Veicoli elettrici e connessi

La mobilità del futuro? Veicoli elettrici e connessi

Fonte immagine: Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Florian Baumann, CTO, Dell Technologies, Automotive & AI, delinea gli scenari futuri della mobilità elettrica dei prossimi anni.

Articolo a firma di Florian Baumann, CTO, Dell Technologies, Automotive & AI

Il 2019 è stato un anno particolarmente sfidante per l’industria automobilistica italiana ed europea. Tanti i fattori che hanno contribuito al raffreddamento degli acquisti di nuove unità da parte dei consumatori. Le tensioni sui dazi, le incertezze legate alla brexit, la richiesta di “esperienze” orientate al digitale da parte dei clienti, e normative sempre più stringenti in tema di sostenibilità.
È forte la sensazione di essere nella classica fase di transizione: il mercato automotive sta profondamente e strutturalmente cambiando. Mentre il segmento dei motori diesel continua a contrarsi a favore dei motori a benzina, i produttori stanno spostando il focus dei veicoli su caratteristiche come urbanizzazione, digitalizzazione e sostenibilità.

Questo è legato sostanzialmente ai frequenti aggiustamenti delle politiche ambientali e all’irreversibile irrigidimento delle normative in materia di inquinamento, sia a livello europeo sia internazionale. In questo contesto, i costruttori OEM che vendono automobili in Europa stanno cercando di ridurre le emissioni di CO2 e sono consapevoli di dover soddisfare una crescente domanda rivolta a veicoli contraddistinti da un minor impatto ambientale.

Un’esigenza concreta e consolidata, quindi, che sta spingendo i grandi player a incrementare lo sviluppo di motori sempre più efficienti, in grado di garantire minori consumi e bassi livelli di emissioni.

Come emerge da un report di Frost & Sullivan commissionato da Dell Technologies – che ha studiato le prospettive future del settore dei trasporti e della mobilità – entro il 2030, si prevedono circa 250 milioni di veicoli elettrici, 90 milioni di veicoli a guida autonoma e 2 trilioni di dollari di fatturato derivante dal modello di business Mobility as a Service.
Il 50% del valore legato ai veicoli, inoltre, proverrà dall’elettronica e dal software e verranno generati 1 zeta byte di dati dall’industria automotive, potenzialmente più di Facebook o Amazon.

Proprio aspetti come “software” e “tecnologia” sono elementi chiave che, parallelamente, stanno influendo in maniera positiva su tutta quella parte dell’industria automotive che si occupa di servizi digitali e di connessione legati alle auto e alla guida.

Tuttavia, mentre i manager del settore trasporti e mobilità interpellati da Frost & Sullivan sono convinti che il futuro sia senza dubbio contraddistinto da veicoli connessi, persistono parecchie incertezze di “sistema” in questo settore. Perché è chiaro che la realizzazione dei veicoli a completa guida autonoma – con i relativi servizi – non possa diventare operativa solamente a livello delle singole città, bensì su scala globale, con connettività garantita e senza interruzioni.
Così come è chiaro che per soddisfare la rapida evoluzione della domanda dei consumatori e dei clienti, i produttori, i fornitori nel campo della mobilità e i player IT devono ridurre costi e time-to-market dei vari prodotti e servizi.

Questo richiederà l’identificazione e l’aggregazione di dati rilevanti e provenienti da fonti multiple, la loro esposizione a software analytics e alle applicazioni, con successiva conservazione. Al momento, le strategie dei produttori di veicoli legate ai dati si focalizzano quasi esclusivamente sull’immagazzinamento dei degli stessi.

Nonostante le numerose acquisizioni finalizzate dalle aziende automotive legate alla connected mobility, il percorso per la realizzazione della completa guida autonoma presenta ancora diverse problematiche da risolvere, come la totale autonomia dei veicoli che percorrono le strade pubbliche. Crediamo che l’implementazione di una strategia comune tra tutti gli stakeholder sia un elemento fondamentale.

Permetterebbe alle aziende di massimizzare al meglio l’enorme mole di dati che verrà generata dai veicoli connessi, per implementare servizi in tempo reale, e sarebbe in grado di integrare gradualmente tutte le nuove tecnologie e i servizi di ultima generazione sviluppati in futuro.

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