La corsa al rifornimento per auto elettrica

La corsa al rifornimento per auto elettrica

Da settembre, quando in occasione del salone di Parigi tutti, noi compresi, parlammo del futuro elettrico dell’automobile, si è sviluppata in Europa e nel mondo una vera e propria “corsa” alla leadership tra le città, per quella che prima fosse riuscita a realizzare le infrastrutture necessarie per dare il via all’era dell'”Automobile 2.0″. L’apripista, già […]

Da settembre, quando in occasione del salone di Parigi tutti, noi compresi, parlammo del futuro elettrico dell’automobile, si è sviluppata in Europa e nel mondo una vera e propria “corsa” alla leadership tra le città, per quella che prima fosse riuscita a realizzare le infrastrutture necessarie per dare il via all’era dell'”Automobile 2.0″.

L’apripista, già nello stesso settembre, è stata, senza alcuna sorpresa, la Germania. Il progetto vede una partnership strategica tra due realtà produttive del paese: l’industria dell’automobile, rappresentata degnamente dalla Daimler (produttrice delle Smart, strettamente collegata alla Mercedes Cars), insieme alla RWE, compagnia leader nella produzione energetica tedesca.

L’obiettivo prefissato è quello di creare nella città di Berlino la prima e più ampia rete di distribuzione, tramite punti di ricarica urbani, per auto ibride ed elettriche. La sinergia intende sfruttare le potenzialità di Daimler per diffondere automobili elettriche, utilizzabili al meglio grazie al coordinamento con RWE, che si occupa invece dello sviluppo e dell’installazione di circa 500 punti di ricarica diffusi nella città.

A questo progetto hanno fatto eco numerosi altri. Dal primo punto di distribuzione, realizzato in Israele, a progetti avveniristici realizzati a Tokyo, in Portogallo, e ovviamente, nella Silycon Valley californiana. Fino all’ultimo progetto avviato a Stoccolma da parte dell’azienda di casa Fortum, che mira a realizzare 100 stazioni di rifornimento nei parcheggi della città entro il prossimo anno, con l’invidiabile obiettivo finale di raggiungere lo status di città emissions free (nel settore trasporti) nel prossimo 2030.

Da questa corsa virtuosa allo sviluppo dell’auto del futuro non resta esclusa l’Italia, che anzi con il progetto e-Mobility si posiziona in prima fila in questa corsa alla mobilità elettrica.

Per una volta da “un male” del nostro paese nasce qualcosa di positivo. Com’è noto infatti la piaga del traffico delle grandi città, ha reso l’Italia uno dei mercati più prolifici proprio per la piccola Smart, agile negli ingorghi e di facile da parcheggiare nei pertugi più stretti.

Perciò non è un caso che la stessa Daimler, dopo aver siglato l’ambizioso progetto di Berlino, abbia bussato alla porta di Enel per lanciare in Italia la stessa corsa. E stavolta Enel, in cerca di simili progetti verdi per compensare l’elevata incidenza in ambito di emissioni, ha colto molto volentieri l’opportunità.

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