L’80% dei laghi sono inquinati, il peggiore è Como

L’80% dei laghi sono inquinati, il peggiore è Como

Nuova indagine di Legambiente, questa volta il rapporto di Goletta riguarda la situazione dei grandi laghi italiani. Male "Como" e "Garda".

L’indagine di Legambiente porta nel 2011 un nuovo primato, stavolta davvero poco desiderabile, alla Lombardia. Nel rapporto di Goletta dei Laghi emerge come il maggior numero di punti critici per quanto riguarda l’inquinamento lacustre si trovi proprio nel territorio lombardo. Settentrione che in generale si presenta al vertice di questa speciale classifica, con numerose problematiche emerse anche nei laghi “Maggiore, “Como”, “Iseo” e “Garda”.

Maglia nera si conferma anche in quest’annata il Lago di Como, detentore del triste primato di ben 12 punti critici (una media di 1 ogni 14km di costa) e con livelli di batteri fecali anche oltre il doppio rispetto a quanto previsto dalla legge. Difficile anche la situazione nel Lago d’Iseo, dove 5 aree fortemente inquinate corrispondono a 1 ogni 12 km. Completa il terzetto il Lago di Garda, con 11 criticità equivalenti a 1 ogni 15 km.

La ricerca, alla quale ha collaborato anche il COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati), ha riguardato sei regioni. Tra questa anche il Lazio, il cui Lago di Bolsena non è risultato esente da critiche, seppur di minore entità (solo 3 i tratti inquinati). Le cause di tale inquinamento però non riguardano soltanto la cattiva gestione dei comuni direttamente interessati, pur sottolineate nel rapporto, ma stando a quanto affermato dal presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza:

Ancora una volta il maggior numero di campioni risultati fuori legge sono stati prelevati alla foce di fiumi e torrenti, a conferma che i problemi per i laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra. I Comuni rivieraschi risultano più sensibili al tema del rispetto dell’ecosistema di bacini chiusi, e quindi più delicati.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

4women4earth: intervista a Max Paiella