Junk food: lista dei cibi spazzatura più calorici

Junk food: lista dei cibi spazzatura più calorici

Fonte immagine: Pixabay

Il junk food può avere conseguenze negative sull'organismo: ecco la lista dei cibi spazzatura che presentano il maggiore apporto calorico.

Capita a tutti di concedersi, di tanto in tanto, uno strappo alla sana ed equilibrata dieta quotidiana: il richiamo di hamburger e altri alimenti definiti junk food, infatti, è spesso irresistibile. Saporiti, economici e facili da consumare anche in movimento, questi cibi possono però rappresentare un azzardo, soprattutto se consumati frequentemente: questo perché si tratta di alimenti estremamente calorici. Quali sono le proposte del cosiddetto “cibo spazzatura” più pesanti dal punto di vista alimentare e, soprattutto, da dove arriva questa definizione?

Prima di cominciare, è utile specificare come un consumo sporadico non sia sufficiente per determinare conseguenze importanti sull’organismo, in particolare se si segue una dieta bilanciata e si conduce una vita attiva negli altri periodi dell’anno. In ogni caso, il regime alimentare ideale per le proprie esigenze deve sempre essere concordato con il dietologo e il nutrizionista.

Junk food: cosa è?

Hamburger

Per junk food si intende un gruppo ben nutrito di cibi, divenuti di larghissimo consumo nella seconda metà del ‘900, caratterizzati da un profilo nutrizionale non propriamente amico della salute. Si tratta infatti di proposte altamente caloriche, povere di fibre, ricche di carboidrati e di grassi dannosi per l’organismo. Negli ultimi decenni questa categoria alimentare è stata anche identificata con la sigla HFSS – “High in Fat, Salt and Sugar”, ovvero “ricchi di grassi, sale e zuccheri” – e la sua pericolosità è stata oggetto di numerose campagne di sensibilizzazione, avviate soprattutto dalle autorità sanitarie dei principali Paesi occidentali.

Il termine junk food è stato introdotto nel linguaggio comune, almeno negli Stati Uniti, sin dai primi anni ’50, in riferimento al boom di quegli anni dei fast food e dei tipici diner a stelle e strisce. La prima definizione sembra essere apparsa su un quotidiano dell’Ohio nel 1948, quando all’interno di una rubrica medica venne descritto come “qualsiasi alimento preparato principalmente di farina bianca, zucchero bianco raffinato e sciroppo”. Il significato moderno è stato istituzionalizzato nel 1972 da Michael F. Jacobson per il Center of Science in the Public Interest.

All’interno del gruppo del cibo spazzatura vi rientrano numerose proposte, come hamburger, patatine, alcune tipologie di gelato da produzione industriale, sale, carni fritte, alcolici, bibite analcoliche gasate e bibite analcoliche zuccherate. Oggi si stima che, almeno nelle nazioni occidentali, il consumo smodato di junk food sia una delle cause primarie di obesità e problemi cardiovascolari.

Lista dei cibi più calorici

Pizza

Sono moltissimi i cibi che possono appesantire il proprio apporto calorico quotidiano, portandolo verso l’alto. Un vero e proprio abuso alimentare che si traduce in aumento di peso, accumulo di colesterolo, problemi cardiaci, malattie dell’apparato digerente, diabete e molto altro ancora. Impostare una classifica non è però semplice, poiché in gioco vi sono anche altri fattori come la qualità delle materie prime, il metodo di cottura, la presenza di salse o condimenti, la frequenza del consumo e molto altro ancora.

Concentrandosi unicamente sul dato calorico, i cibi a cui prestare attenzione sono:

  • Pizza americana (1.100-2.300 calorie): ben lontana da quella italiana, considerata universalmente una proposta sana e gustosa, quella americana vede un profilo calorico molto elevato soprattutto a causa di ricchissimi condimenti;
  • Hamburger da fast food (400-800 calorie): non tutti i panini rappresentano un’azzardo per la salute, basti pensare come ultimamente vadano di moda gli hamburger salutisti e gourmet, tuttavia bisogna prestare attenzione alle proposte da fast food. Aumentano il calcolo formaggi e salse, così come la tipologia di pane e la carne impiegata;
  • Sandwich e burrito (400-1.900 calorie): anche in questo caso vale sempre la regola della qualità degli ingredienti, così come i metodi di preparazione e cottura. Le proposte da fast food sono le più cariche sul fronte nutrizionale, mentre più salutari sembrano essere le versioni street, sia nella ricerca degli ingredienti di qualità che per il metodo di preparazione.
  • Merendine e torte (220-900 calorie): è sempre meglio non esagerare con i dolci, anche per evitare un duro lavoro all’organismo nel tentativo di ripristinare il consueto benessere dopo un picco glicemico. Le tipiche ciambelle americane, molto diffuse anche in Italia, ad esempio possono apportare anche qualche centinaio di calorie;
  • Pollo fritto (390-600 calorie): il sapore è certamente inconfondibile, eppure spesso la frittura avviene con oli di scarsa qualità, rilasciando sostanze dannose per l’organismo;
  • Patatine fritte (310-400 calorie): se realizzate in modo artigianale, e fritte in oli di qualità come quello extravergine di oliva, possono risultare la proposta giusta per affilare il palato senza troppe remore. Le soluzioni fast, tuttavia, sembrano avere un apporto maggiore proprio per via degli oli impiegati per la frittura, nonché per l’abitudine di abbinarli con ketchup e maionese;
  • Bibite gasate e zuccherate (90-200 calorie): oltre a preoccupare per il contenuto calorico, queste bevande sono fra le più ricche di zuccheri mai realizzate;
  • Gelato industriale (100-450 calorie): ottimo per rinfrescare una giornata estiva, non è però paragonabile alle proposte artigianali, prive di coloranti, additivi, coloranti e zuccheri aggiunti.

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