Isole Marshall: più radioattive di Chernobyl e Fukushima

Isole Marshall: più radioattive di Chernobyl e Fukushima

Fonte immagine: Unsplash.com

In 4 atolli le radiazioni sono fino a mille volte superiori a quelle delle aree vicine alle centrali ucraina e giapponese: colpa dei test nucleari USA.

In alcune aree delle isole Marshall nell’Oceano Pacifico i livelli di radiazione registrati sono superiori a quelli di Chernobyl e Fukushima. A lanciare l’allarme sono i ricercatori della Columbia University di New York. Secondo i loro studi, pubblicati su Pnas, in 4 atolli delle isole in cui gli Stati Uniti avevano condotto 67 test nucleari tra il 1946 e il 1958 le quantità di radiazioni rimangono da dieci a mille volte superiori a quelle delle aree radioattive vicine alle centrali ucraina e giapponese.

Analizzando 38 campioni prelevati su 11 isole differenti, gli scienziati hanno scoperto che sono presenti grandi quantità di elementi radioattivi, tra cui l’americio-241, il cesio-137, il plutonio-239 e 240. Gli stessi che sono stati ritrovati nelle aree vicine alla centrale di Chernobyl e Fukushima.

Inoltre secondo i dati le isole in cui le concentrazioni di radiazioni sono più alte sono quelle a nord, cioè Naen, nell’atollo di Rongelap, Runit ed Enjebi, nell’atollo di Enewetak, e Bikini, nell’atollo omonimo. Il più alto livello di radiazioni è stato registrato proprio qui. Stando alle analisi, Bikini contiene una quantità di plutonio fino a mille volte superiore a quella rilevata dopo il disastro di Chernobyl.

Nel 1954 l’isola è stata teatro del più grande test nucleare americano sulla bomba a idrogeno, con il nome in codice di “Castle Bravo”. Con un’esplosione mille volte più potente di quella lanciata su Hiroshima alla fine della seconda guerra mondiale.

In uno studio separato i ricercatori hanno quindi scoperto che i frutti presenti su alcune isole contenevano più cesio-137 di quello consentito dagli standard di sicurezza internazionali, con valori superiori a quello presente a Chernobyl dieci anni dopo l’incidente.

Sebbene queste isole siano per la maggior parte disabitate, i ricercatori avvertono che le popolazioni residenti nelle vicinanze dovrebbero essere avvisate del fortissimo pericolo. Le isole sono facilmente accessibili e la popolazione locale spesso si sposta qui e là dalle zone contigue per raccogliere, tra le altre cose, proprio la frutta.

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