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Isole Faroe, mattanza di balene nonostante la pandemia

Isole Faroe, mattanza di balene nonostante la pandemia

Fonte immagine: Kasper Solberg via iStock

Alle Isole Faroe si ripete la mattanza delle balene: è quanto conferma Sea Shepherd, in un recente aggiornamento sui social network.

Alle Isole Faroe ritorna la mattanza delle balene, nonostante la recente pandemia da coronavirus. È quanto conferma Paul Watson, leader di Sea Shepherd, nell’annunciare il regolare svolgimento della Grindadráp. In molti speravano che le limitazioni per ridurre il contagio da COVID-19 potesse convincere i locali a rinunciare alla tradizionale caccia alle balene. Così non è stato, con centinaia di pescatori assiepati sulle spiagge, pronti a uccidere cetacei colorando le acque di un intenso rosso.

Secondo quanto reso noto dal capitano di Sea Shepherd, sarebbero più di 300 i cetacei uccisi negli ultimi giorni, di cui almeno 250 globicefali. La mattanza sarebbe avvenuta sulle spiagge di Hvalba, dopo che i pescatori hanno identificato e bloccato due gruppi di cetacei nei pressi delle coste di Sandvik. Watson ha voluto pronunciare parole molto dure sulla pratica, contestata ormai da decenni dagli attivisti ambientali:

Mentre il mondo è sull’orlo di un collasso ecologico, sta combattendo un’epidemia globale e si affaccia a un futuro incerto a causa di un imprevedibile cambiamento climatico, l’ignoranza e l’arroganza di questo territorio danese non permette alle realtà ecologiche di bloccare questa macabra ossessione per il sadico assassinio.

Così come già accennato, la questione della mattanza di cetacei nelle Isole Faroe è al centro delle polemiche ormai da decenni. I residenti sostengono sia una pratica tradizionale legittima, poiché le isole sono molto remote e la carne di balena rappresenta una fonte di sostentamento irrinunciabile per i mesi invernali. Le associazioni animaliste, tuttavia, sostengono che la tradizione sia barbara e non più necessaria, anche in considerazione della riduzione sempre più drammatica del numero di cetacei negli oceani. Ogni anno l’appuntamento con la Grindadráp genera grandi critiche a livello internazionale, soprattutto per il modo cruento con cui le balene vengono uccise.

Fonte: Sea Shepherd/Facebook

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