• GreenStyle
  • Pets
  • Isola dei Gatti: felini a rischio fame a causa del coronavirus

Isola dei Gatti: felini a rischio fame a causa del coronavirus

Isola dei Gatti: felini a rischio fame a causa del coronavirus

Fonte immagine: Pixabay

Isola dei gatti in Brasile, situazione precaria per i felini: le limitazioni da coronavirus rendono difficile l'approvvigionamento di cibo.

Situazione davvero precaria per l’Isola dei Gatti, una località brasiliana nota in tutto il mondo per la sua enorme presenza di felini. Questo piccolo paradiso naturale, capace di richiamare migliaia di turisti, rischia infatti di perdere i suoi piccoli abitanti. Colpa delle limitazioni dovute al coronavirus, che impediscono ai volontari di portare cibo e farmaci per i tanti quadrupedi che da tempo colonizzano l’isola.

L’isola di Furtada – ormai da decenni ribattezzata Isola dei Gatti – si trova a 20 minuti di motoscafo dalla città di Mangaratiba, sulla costa verde del Brasile. Sono molte le leggende relative all’arrivo dei gatti sull’isola, ma negli anni la loro sopravvivenza è stata garantita da volontari e turisti. Prima della pandemia, ogni giorno gruppi di appassionati si dirigevano sull’isola carichi di cibo e altri beni, come acqua e farmaci.

Isola dei gatti: il dramma del coronavirus

Le condizioni di vita dei gatti di Furtada sono rapidamente precipitate la scorsa primavera, con l’avvio della quarantena a causa del coronavirus. Lo sbarco di turisti e volontari si è improvvisamente interrotto e i felini, non abituati alla caccia date le continue attenzioni umane, hanno iniziato a soffrire la fame.

Lo scorso aprile alcuni pescatori hanno notato la situazione difficile degli animali, tra esemplari estremamente dimagriti e altri purtroppo deceduti. Così è stata organizzata una gara di solidarietà, chiedendo anche alle autorità permessi speciali per raggiungere l’isola. I volontari hanno quindi installato dei dispenser ricavati da vecchi contenitori di plastica e raggiungono Furtada almeno una volta alla settimana, per ricaricarli.

Sono circa 250 i gatti oggi presenti sull’isola, suddivisi in due immaginari gruppi. Il primo vede esemplari socievoli e abituati all’uomo, il secondo quadrupedi più selvatici e diffidenti. Questi ultimi sono i più difficili da gestire e curare, poiché tendono a mostrarsi unicamente di notte. Secondo le ricostruzioni più accreditate, Furtada si sarebbe popolata di felini decenni fa, quando una coppia di campeggiatori ha deciso di lasciare sull’isola i propri quadrupedi.

Oltre alla naturale riproduzione, l’isola è purtroppo divenuta approdo di molti proprietari pronti ad abbandonare i loro animali domestici. Nonostante continui controlli, diverse persone raggiungono Furtada in barca e, una volta vicini alla spiaggia, lanciano i loro gatti in mare o sulle rocce.

Il problema dell’acqua

Il problema più urgente da risolvere per garantire la sopravvivenza dei felini è quello dell’acqua. Furtada non prevede delle sorgenti naturali potabili e i gatti hanno bisogno di accedere a fonti fresche e salubri, per scongiurare conseguenze di tipo renale e urinario.

Prima della pandemia, la questione veniva agilmente risolta con i viaggi quotidiani dei volontari: armati di taniche, riempivano quotidianamente i tanti punti di abbeveraggio presenti sull’isola. Ora che le limitazioni impediscono sbarchi quotidiani, però, garantire acqua fresca è diventato quasi impossibile.

Ancora, molti gatti necessitano di cure immediate: poiché l’isola è ricolma di serpenti velenosi, capita di frequente che i felini rimangano feriti. Una situazione normalmente gestita con trasbordi quotidiani in centri veterinari, oggi invece complessa da gestire.

Fonte: New York Post

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

CrossFit a casa: lezione 2 con Giacomo Caldarigi