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Investimenti verdi, Tassonomia UE strizza l’occhio alle fossili?

Investimenti verdi, Tassonomia UE strizza l’occhio alle fossili?

Fonte immagine: iStock

Tassonomia UE sugli investimenti verdi, critiche e dubbi degli ambientalisti: presenti anche scappatoie per le fonti fossili?

Qualche sfumatura di nero nella Tassonomia presentata dall’UE in materia di investimenti verdi. A presentarla la Commissione Europea, che in data 20 novembre ha aperto alla consultazione pubblica. Ci sarà tempo per discutere dei dettagli fino al 1 gennaio 2021, quando la consultazione verrà chiusa.

Dalla versione definitiva di questa lista dipenderà quali saranno, a partire dal 2022, gli investimenti ritenuti sostenibili dall’UE. Tra i temi che fanno più discutere quello relativo al gas e al suo utilizzo. All’interno delle indicazioni comunitarie viene indicata una soglia di 100 grammi di CO2e/kWh. Limite che taglierebbe fuori pressoché tutte le centrali a gas dell’Est Europa, emissioni circa tre volte superiori, dove si è puntato sul gas per sostituire gli impianti alimentati a carbone.

Sembrerebbe escluso il ricorso al gas come energia di transizione. Eppure secondo il “think tank” Ember la scappatoia sembra sia stata prontamente servita. Bilanciando un mix di gas e idrogeno (rispettivamente 80 e 20%) si riuscirebbe ad aggirare le limitazioni valide per il solo gas. In più l’UE valuta come sostenibile qualsiasi impianto, anche alimentato con fonti fossili, che produce idrogeno e recupera la CO2 stoccandola nel sottosuolo.

Altro punto poco gradito agli ambientalisti è quello legato ai trasporti. Dal 2026 saranno considerate sostenibili soltanto le vetture con emissioni zero, in buona sostanza unicamente le auto elettriche. Un secondo passaggio della Tassonomia UE fissa a 50 grammi di CO2 per km il limite massimo di sostenibilità fino al 2025. Ciò vorrà dire che verrà consentito tra il 2022 e il 2026 di ritenere sostenibili anche i veicoli ibridi.

Tassonomia UE sugli investimenti verdi, critiche dal WWF

Sfumature di nero tra gli investimenti verdi che non hanno convinto nemmeno il WWF Europa. Nel mirino degli ambientalisti l’apertura al riconoscimento di “materiali sostenibili” anche per la plastica riciclata mediante processo interamente meccanico o anche chimico (se con emissioni inferiori a una determinata soglia).

Oggetto di forti critiche anche la disponibilità verso la combustione di legname e l’apertura verso nuovi impianti idroelettrici, ritenuti dall’associazione scarsamente utili sul fronte climatico, ma dall’elevato impatto sulla biodiversità. Ha commentato Sébastien Godinot, WWF European Policy Office Economist:

Escludendo le fonti fossili la Commissione ha mostrato di aver ascoltato la scienza climatica. I criteri proposti per la bioenergia però minano questo approccio scientifico e la credibilità della Tassonomia stessa. Fortunatamente la consultazione pubblica rappresenta l’opportunità per la Commissione come minimo di allinearsi con le raccomandazioni del Gruppo Tecnico di Esperti, e di migliorarle laddove necessario. Per esempio sull’idroelettrico: chiediamo alla Commissione di finire il lavoro che ha cominciato.

Fonte: UE

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