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Intervista ad Andrea Rossi: Hot-Cat e Gas-Cat presto sul mercato

Intervista ad Andrea Rossi: Hot-Cat e Gas-Cat presto sul mercato

Intervista esclusiva di Greenstyle ad Andrea Rossi: nuove rivelazioni sui tempi di commercializzazione dell'E-Cat e assoluto riserbo su Siemens.

Andrea Rossi è riuscito senza dubbio nell’ultimo anno a catalizzare l’attenzione di tantissimi media. Lo evidenzia la riuscita conferenza di Zurigo dello scorso week end in cui l’ingegnere italiano ha mostrato i risultati di test di terze parti sull’E-Cat e fatto nuove rivelazioni. Per questo motivo, abbiamo deciso di contattarlo per sottoporgli alcune domande, ispirate proprio dalla presentazione suddetta.

La rapidità con cui ci ha risposto è stata senza dubbio encomiabile. Eppure, data la particolarità delle risposte, non possiamo fare a meno di commentarle a margine. Cominciamo innanzitutto con l’intervista vera e propria:

Non molti mesi fa il lavoro per la produzione di un E-Cat atto alla produzione di energia elettrica sembrava quasi di secondo piano. Al contrario l’E-Cat domestico era il prodotto che catalizzava maggiormente l’attenzione dei media e crediamo anche sua e dei suoi collaboratori. a oggi le parti sembrano invertite, come lo spiega? Se il problema è stato il sopraggiungere di problemi tecnici o burocratici, può spiegarli dettagliatamente?

La certificazione per i prodotti domestici è molto più complessa, mentre la certificazione per gli impianti industriali è stata già ottenuta

Può confermare che la Siemens è vostra partner all’interno del progetto Hot-Cat, specificando con quale sezione siete in rapporto e con chi state collaborando?

Non posso assolutamente dare informazioni in merito

Quali altre aziende riconosciute annovera come partner della Leonardo Corporation?

Non intendo dare questa informazioni per evitare che i nostri clienti e partner vengano disturbati da migliaia di curiosi

Quando prevedete che il Gas-Cat e l’Hot Cat saranno pronti per la commercializzazione?

Dai 3 ai 6 mesi

Nell’ipotesi che noi ordinassimo un E-Cat termico da 1 MW – il classico E-Cat che avete già venduto in passato – in quanto tempo potremmo averlo?

4 MESI


Da quanto abbiamo potuto capire, l’impianto teorico che guida le vostre progettazioni è cambiato nel tempo. Lei ha dichiarato recentemente che la fusione Nichel-Idrogeno non è il motore del reattore, quanto piuttosto un effetto secondario del decadimento gamma. Ha anche spiegato di non poter entrare nel dettaglio, finché non saranno approvati i brevetti. Ma nei limiti dovuti alla situazione, può comunque spiegarci qualcosa in più?

NO


Possiamo, per esempio, dire che parlare di reattori a fusione fredda è ormai non semplicemente una definizione non accurata, ma praticamente errata?

NO

Entriamo ora in un settore un po’ scomodo, quello della concorrenza. Posto che lei non ritiene Defkalion tale, come giudica i lavoro di altri gruppi come la Brillouin, la JetEnergy, ma soprattutto quelli di Celani e Piantelli?

NO COMMENT

Il prof. Ugo Abundo dichiara di aver costruito un reattore LENR all’interno di un progetto scolastico. Inoltre, sta ora continuando lo stesso lavoro con una filosofia opensource. Che idea si è fatto dei reattori Athanor prima e Hydrobetatron ora?

NO COMMENT

La stringatezza coi giornalisti di Andrea Rossi è senz’altro parte del suo stile e non ci aspettavamo di certo risposte più elaborate. In quanto giornalisti, però, dobbiamo anche fare il nostro lavoro e ravvisare eventuali contraddizioni o risposte che ci paiono lacunose. Ora, passi che Rossi non possa parlare delle sue nuove teorie sul funzionamento dell’E-Cat per motivi di segreto industriale; passi anche che non voglia parlare del lavoro della concorrenza.

Ci sono però almeno tre punti dell’intervista che crediamo non funzionino al 100%. È probabile che la colpa possa essere attribuiti alla stringatezza delle risposte, ma non possiamo non porci le seguenti domande:

  • Fino a pochi mesi fa l’E-Cat domestico sembrava il prodotto di punta della Leonardo Corporation. Gli stessi concorrenti puntavano soprattutto su quello (vedi Defkalion), ma a un certo punto la Leonardo Corporation ha scoperto che i passaggi burocratici per gli impianti domestici sono più lunghi. Com’è stato possibile che un’azienda di professionisti si sia accorta di questi problemi solo dopo molto tempo?;
  • Andrea Rossi non vuole rivelare i dettagli della partecipazione della Siemens al progetto Hot-Cat, anzi sembra non voler neanche confermarla. Eppure la Siemens è una grandissima azienda che non ha certamente paura di dover fronteggiare eventualmente qualche email e qualche curioso che vada a fare domande. Il suo nome è stato tirato già in ballo: perché, allora, Rossi si rifiuta di confermare la collaborazione? Perché dovrebbe essere un problema dire, per esempio (solo una nostra supposizione), di collaborare con la sezione dedita alla costruzione dei trasformatori, nel reparto Energia?;
  • Lo stesso discorso vale per le altre aziende che sono coinvolte nel progetto. Se davvero ce ne sono di importanti, perché tenerle nascoste? Se una piccola azienda può davvero essere rallentata dal presunto via vai di curiosi (che ci sembra una previsione troppo ottimista da parte di Rossi), aziende di maggiori dimensioni sanno benissimo come comportarsi in questi frangenti. Dunque, ci sono davvero partner importanti?.

Detto questo, sottolineiamo quelli che sono almeno due passaggi positivi all’interno dell’intervista: tra massimo 6 mesi l’Hot-Cat (ed il Gas-Cat con lui) sarà realtà. Ancora di più, ordinando oggi un E-Cat termico da 1 MW lo si potrebbe ottenere in 4 mesi. Insomma, se un curioso volesse testarlo per far sapere al mondo se funziona o meno, può farlo senza problemi. Certo serve qualcosa come un milione di euro… una cifra che di solito fa passare la curiosità.

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