Rinnovabili e shale gas: intervista a Chicco Testa

Rinnovabili e shale gas: intervista a Chicco Testa

Al Festival dell'Energia abbiamo intervistato Chicco Testa affrontando i temi delle rinnovabili in Italia e dello shale gas.

Al Festival dell’Energia abbiamo incontrato Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, e tra i maggiori avversari degli incentivi al fotovoltaico. A Testa abbiamo chiesto i motivi del suo attacco feroce contro gli incentivi, una valutazione del futuro delle rinnovabili in Italia e quali prospettive si aprono con lo shale gas.

Nel suo suo pamphlet “Chi ha ucciso le rinnovabili?” c’è una critica feroce degli Incentivi al fotovoltaico. Sono stati davvero così negativi, o c’è stato qualche beneficio, al di là della valutazione economica?

Qualche beneficio c’è, ma fa parte di una cultura matura calcolare questo beneficio. Quello che contesto non è la tecnologia fotovoltaica, o i benefici che può portare, la mia è una ricostruzione retrospettiva di quello che è successo. Abbiamo speso 100 miliardi, valore attuale, per fare uno startup, potevamo andare sulla Luna! Tra l’altro facendo guadagnare soggetti che hanno poco a che fare con la società italiana. Perché ricordo sempre che in in Italia ci sono circa mezzo milione di impianti, diecimila di questi impianti prendono il 60% degli incentivi, gli altri 490 mila prendono l’altro 40%.

I pannelli sono quasi tutti di fabbricazione cinese, non è rimasto niente in Italia, non c’è una fabbrica che fa pannelli, non abbiamo un brevetto, non abbiamo un sistema di innovazione. Cento miliardi per non avere praticamente niente è una cosa spaventosa.

Adesso secondo me le rinnovabili sono chiamate ad una sfida, quella cioè di dimostrare dopo questo gigantesco influsso di denaro che è stato dato che sono in grado di reggere la competizione di mercato, cioè produrre agli stessi prezzi a cui producono le altre fonti. C’è sicuramente un vantaggio ambientale che non può essere valutato senza criterio. Come dice anche l’autorità, le esternalità ambientali vanno portate dentro, però oggi se riduci una tonnellata di CO2 in Cina ti costa 3 euro e non può costare 300 euro in Italia, perché la CO2 è globale, non è importante dove la riduco. Quindi valutiamo il vantaggio ambientale, ma valutiamolo per quanto effettivamente vale. Il futuro del mondo è delle rinnovabili, il problema è come arrivarci e quanto spendere.

Secondo lei in Italia senza incentivi che prospettive si apriranno per le rinnovabili? Riusciranno comunque ad essere competitive rispetto alle altre fonti?

Per molti impianti eolici si è arrivati alla fine del primo ciclo e alcuni operatori stanno iniziando a fare repowering di questi impianti con tecnologie di nuova generazione molto più efficienti e con costi decisamente inferiori perché il sito c’è già, hai già i pali etc.

Il solare è più giovane, ma bisogna guardare alla lunga, tra 10-15 anni, quando gli impianti andranno sostituiti, avremo pannelli con efficienza molto più alta. Quindi bisogna collocare le cose in prospettiva, io sono preoccupato che se il costo dell’energia aumenta perdiamo consumatori, dopdiché produciamo meno energia che non va da nessuna parte. Gli oneri di sistema sono fissi, non è come per la benzina dove tu hai un carico fiscale molto alto, ma non consumandola non paghi gli oneri fiscali. Gli oneri che abbiamo sugli incentivi alle rinnovabili sono una quota fissa, se consumo meno kWh ogni chilowatt mi costa sempre di più perché devo dividere la quota fissa per una base imponibile sempre inferiore.

Per me è molto importante che l’energia venga prodotta ad un prezzo basso, quindi è molto importante che il mondo delle rinnovabili affronti questa sfida e capisca come garantire questo risultato. Si dice che la grid parity è raggiunta, allora si faccia la grid parity. Si cominci magari dalla Sicilia, da posti dove ci sono 1.500-1.600 ore di sole, poi son sicuro che le cose miglioreranno. L’Unione Europea adesso, quando ormai tutti i buoi sono scappati dalla stalla, mette dazi sui pannelli cinesi. A parte che il dazio aumenta il costo dei pannelli, ma poi adesso la frittata è fatta.

Parliamo di shale gas, in Italia che situazione c’è? Nel caso venisse praticato in Italia quali problemi ambientali comporterebbe?

Da quello che so in Italia non avremo questo grattacapo, dato che da quello che leggo non c’è shale gas nel nostro paese. O se c’è si trova in posti inaccessibili.

Certamente lo shale gas sta producendo una rivoluzione mondiale. Negli Stati Uniti, il più grande consumatore al mondo di energia passa da paese importatore a paese esportatore. Questo vuol dire che comprerà sempre di meno, o addirittura niente dai paesi arabi e da altri paesi produttori. Si crea una rivoluzione geopolitica. Anche con dei rischi, perché se dei paesi arabi, soprattutto i più poveri (ad esempio l’Algeria) dovessero rinunciare completamente alle esportazioni si produrrebbero degli ammanchi consistenti per il benessere di quel paese. Il mercato mondiale del petrolio e del gas ha prodotto da un lato degli effetti problematici, soprattutto per noi, però dall’altro ha anche migliorato alcuni aspetti della globalizzazione. Se gli scambi commerciali si riducono si avrebbero delle ripercussioni geopolitiche.

In Europa invece ci sono paesi che hanno disponibilità dello shale gas, in particolare Ucraina e Polonia, non capisco perché non dovremmo utilizzarlo, o non dovremmo utilizzare quei pochi giacimenti di gas o di petrolio che abbiamo in Italia, con tutte le precauzioni ambientali del caso.

In Italia ciclicamente si torna a parlare di nucleare, è possibile dire ancora oggi che il nucleare è necessario?

Io prendo atto che c’è stato un referendum e che il popolo italiano ha detto un secco no al nucleare. Però chiedo un po’ di coerenza a tutti: non si può dire che le città italiane andranno sott’acqua per via dell’effetto serra e poi dire il nucleare non serve. Perché il nucleare è rischioso, lo riconosco, ma è altrettanto rischioso l’effetto serra. Se esiste l’effetto serra dobbiamo usare tutti i mezzi per combatterlo, compreso l’utilizzo del nucleare.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

VII Forum Qualenergia: intervista a Vittorio Cogliati Dezza di Legambiente