Insulta il cane del Re, andrà in carcere

Insulta il cane del Re, andrà in carcere

Fonte immagine: 1000 Words via Shutterstock

Rischia 37 anni di carcere per aver insultato, sui social network, il cane del Re: è l'incredibile vicenda in corso per un giovane della Thailandia.

Finirà in carcere per aver insultato il cane del Re. È la dura condanna ricevuta da un cittadino thailandese, il quale ha avuto l’ardire di pubblicare sui social network un commento sarcastico diretto al nobile quadrupede. Le leggi locali, tuttavia, sono molto severe in merito al rispetto della famiglia reale, tanto da comprendere addirittura il carcere.

Il tutto accade in quel di Bangkok, di fronte alle corti militari, dove il giovane Thanakorn Siripaiboon sta subendo un processo per avere insultato l’inseparabile cane del Re. Uno sfogo sui social network che potrebbe portare fino a 37 anni di carcere, una pena del tutto sproporzionata, tale da allertare le principali associazioni internazionali. Il contenuto dell’offesa non è al momento stato reso noto, così come conferma l’avvocato del sospetto.

Come già accennato, le leggi locali sono molto severe in fatto di protezione della famiglia reale, tanto da risultare espressamente vietati i discorsi diffamatori diretti al Re, alla Regina e ai familiari più stretti. Nessuno avrebbe pensato, tuttavia, che questa norma si estendesse anche a Tongdaeng, quadrupede salvato dal regnante Bhumibol Adulyadej nel 2008. Così ha spiegato l’avvocato:

Non avrei mai immaginato ricorressero a questa legge per il cane reale. Non ha senso.

L’accusato, di soli 27 anni d’età, è stato arrestato presso la sua abitazione la scorsa settimana ed è rimasto isolato dai cari fino allo scorso lunedì, durante la prima udienza. Della vicenda, tuttavia, vi sarebbero state scarse discussioni sui media locali e sui social, forse per timore di ricadere nelle medesime accuse in cui è incappato il giovane. Il nobile cane è molto amato in tutto il paese, anche a seguito di un libro dedicato dallo stesso Re all’animale, nonché a un recente film: “Khun Tongdaeng: The Inspiration”. Nel frattempo, il caso ha allertato le organizzazioni umanitarie internazionali, da tempo preoccupate per i termini d’incarcerazione eccessivi presenti in Thailandia per le più disparate tipologie di reato.

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