Insonnia cronica aumenta rischio mortalità del 58%

Insonnia cronica aumenta rischio mortalità del 58%

L'insonnia cronica può aumentare fino al 58% il rischio di mortalità prematura secondo uno studio della University of Arizona.

Soffrire di insonnia cronica aumenta il rischio di morte prematura. A sostenerlo i ricercatori della University of Arizona il cui studio ha individuato, come riportato sulla rivista American Journal of Medicine, nella mancanza costante di riposo un possibile veicolo per malattie anche mortali tra le quali infarto, tumori, depressione, diabete, obesità e demenza.

L’insonnia cronica provocherebbe un aumento del rischio di mortalità prematura fino al 58%, secondo quanto riferiscono i ricercatori. Ciò si verificherebbe, spiegano, qualora durante la settimana si verificassero almeno tre episodi di sonno interrotto e ciò durante per un periodo minimo di tre mesi. Lo studio è stato condotto analizzando i risultati del Tucson Epidemiological Study of Airway Obstructive Disease, partito nel 1972 e durato quindi circa 40 anni.

Non sarebbe quindi la semplice insonnia sporadica a influenzare in maniera così negativa la salute umana, concludono i ricercatori, ma il suo ripetersi nel tempo. In caso di manifestazioni per almeno sei anni consecutivi i rischi risulterebbero molto elevati. Importante quindi approfondire i possibili fattori di rischio e le ragioni di tale persistenza, come affermato dal Dr. Sairam Parthasarathy, autore principale dello studio:

Una migliorata comprensione dell’associazione tra persistenza dell’insonnia e mortalità consentirebbe di informare sui possibili trattamenti della popolazione a rischio.

Abbiamo riscontrato che i partecipanti con insonnia persistente erano a rischio maggiore di mortalità prematura dovuta a condizioni che affliggono cuore e polmoni, a prescindere dagli effetti prodotti dagli ipnotici, dalle opportunità di dormire, da sesso, età e altri fattori conosciuti diffusi tra la popolazione.

Un altro dei ricercatori impegnati nello studio, il Dr. Stefano Guerra ha poi aggiunto:

Anche laddove vi fossero maggiori livelli di infiammazione e ripetuti incrementi nell’infiammazione per quanto riguarda gli individui con insonnia persistente se comparati con chi soffre soltanto di insonnia episodica, ulteriori ricerche in diverse direzioni devono essere condotte per capire come l’insonnia cronica possa condurre a un incremento della mortalità.

Combattere l’insonnia, che sia essa riserva a poche sfortunate giornate l’anno o rappresenti un problema costante è possibile. Aiutandosi ad esempio con alcuni rimedi naturali come le tisane di passiflora, radice di valeriana, melissa e camomilla, consumate prima di andare a dormire.

A queste si aggiungono soluzioni naturali come il miele di lavanda, da consumare in un bicchiere di latte caldo la sera, oppure pratiche ed esercizi come la meditazione o lo Yoga.

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