Gli insetti si stanno estinguendo: -25% dal 1990

Gli insetti si stanno estinguendo: -25% dal 1990

Fonte immagine: Pixabay

Gli insetti si stanno estinguendo: dal 1990 si rileva un calo del 25%, soprattutto per quelle specie utili all'uomo e alla biodiversità.

Gli insetti stanno scomparendo a una velocità preoccupante, pari al 25% di specie in meno rispetto al 1990. È quanto conferma il German Centre for Integrative Biodiversity Research di Leipzig, con una ricerca pubblicata di recente sulla rivista scientifica Science: la sparizione di molti insetti mette in serio pericolo la stessa sussistenza della biodiversità mondiale.

L’analisi si basa sul controllo di oltre 166 studi di lungo periodo su 1.700 siti mondiali, scovando un preoccupante trend: dal 1990 a oggi, è diminuita del 25% la popolazione globale degli insetti, soprattutto quelli utili all’ambiente e all’uomo poiché deputati all’impollinazione o necessari per la fertilizzazione dei suoli. Per contro, crescono dell’11% tutte quelle specie acquatiche o che prosperano nei pressi degli scarichi umani, tuttavia non immediatamente utili ai cicli di trasporto dei pollini.

La scomparsa di insetti essenziali per la biodiversità è pressoché comune in tutto il Pianeta, anche se in alcune zone si fa sentire con maggiore insistenza: il calo è del 75% in Germania, ad esempio, oppure addirittura del 98% a Porto Rico. Uno scenario davvero allarmante, così come spiega Roel van Klink, a capo dello studio:

Questo 25% in meno è sicuramente qualcosa di cui essere preoccupati. È un quarto in meno rispetto a quando ero bambino. Una cosa che le persone dovrebbero tenere a mente è come l’uomo dipenda proprio dagli insetti per l’approvvigionamento di cibo. […] L’Europa è quella che sta più peggiorando, un fatto scioccante. […] Sappiamo che l’espansione delle città è negativa per gli insetti, perché vengono a mancare i loro habitat naturali. Questo sta accadendo nell’Asia orientale e in Africa, a ritmi veloci. In Sudamerica, è in corso la distruzione dell’Amazzonia. Non vi è alcun dubbio: questo è grave sia per gli insetti che per tutti gli altri animali.

Vi sono però degli elementi non ancora chiari ai ricercatori: ad esempio, è emerso che nelle riserve naturali il numero di insetti presenti sia solo leggermente più alto rispetto alle aree urbanizzate, un dato insolito poiché ci si attendevano popolazioni più estese in aree incontaminate. Potrebbero quindi aver un peso anche i processi di cambiamento climatico in corso a livello globale: l’aumento delle temperature, l’alterazione dei cicli atmosferici e le emissioni di sostanze inquinanti potrebbero avere un peso determinante in questa estinzione.

Abbiamo sicuramente ragione di preoccuparci, ma non è troppo tardi. L’aumento delle specie acquatiche ci suggerisce almeno che, imponendo giuste normative, si possa invertire il trend.

Fonte: Guardian

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