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Insalate in busta, Università di Torino: forte rischio germi e batteri

Insalate in busta, Università di Torino: forte rischio germi e batteri

Insalate in busta a rischio batteri e germi, tra i pericoli anche la Toxoplasmosi secondo uno studio dell'Università di Torino.

Le insalate in busta sono un rischio per la salute se non successivamente lavate. Questo è quanto affermato dai ricercatori dell’Università di Torino, che hanno analizzato oltre 100 campioni di tale prodotto. Batteri e germi sarebbero presenti in grande numero nelle verdure confezionate analizzate, che nasconderebbero al loro interno diverse insidie per la salute.

Pur nel rispetto di quanto previsto dalle normative in termini di confezionamento e conservazione, le insalate in busta rischiano di non essere “pronte all’uso” come spesso promettono le scritte riportate sulla confezione. Secondo lo studio torinese gli alimenti tenderebbero a deteriorarsi con molta facilità, tanto da anticipare la data di scadenza prevista, aprendo alla possibilità che il prodotto debba essere conservato all’interno di celle frigorifere.

A questo si sommano i rischi legati al processo di lavaggio in quanto non sarebbero sufficienti, spiegano i ricercatori dell’Università di Torino, i due cicli di lavaggio (con sola acqua) in centrifuga per separare l’insalata da germi e batteri. In alcuni casi questi organismi possono rivelarsi innocui per l’uomo, mentre in altri portare a malattie potenzialmente gravi.

La maggiore minaccia per la salute che può nascondersi nell’insalata in busta è il batterio Toxoplasma, responsabile per l’insorgenza della patologia nota come Toxoplasmosi: quest’ultima si rivela rischiosa soprattutto per le donne in gravidanza.

Dal consumo di insalate in busta non adeguatamente pulite possono derivare anche disturbi assimilabili alla sintomatologia influenzale come mal di testa, dolori articolari e forte stanchezza. Il consiglio degli esperti è quindi non soltanto quello di lavare le verdure anche dopo averle tolte dalla confezione, meglio se utilizzando dei disinfettanti per alimenti.

Aggiornamento – Abbiamo ricevuto una replica sul tema da parte del Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food, che portiamo di seguito:

In queste ore si sono diffusi online numerosi articoli relativi ai risultati di uno studio dell’Università di Torino condotto su un campione di 100 insalate in busta. Prima di passare a commentare i contenuti dello studio e degli articoli, il Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food ci tiene a precisare che questo studio risale al 2012 e che l’Associazione aveva nuovamente confutato in maniera netta e decisa quanto veniva riportato negli articoli nel luglio dello stesso anno.

Pur facendo salva la facoltà del redattore di riportare nuovamente notizie già ampiamente discusse in passato, il Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food ritiene che sia quanto meno discutibile farle passare per nuove, senza specificare quindi il fatto che i risultati risalgono al 2012, perché va a totale scapito della correttezza e completezza dell’informazione resa ai lettori.

Il Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food dissente dal tono allarmistico e dai contenuti degli articoli su vari punti. Soprattutto in materia di conservazione e lavaggio delle insalate in busta, l’Associazione precisa che ormai dall’agosto 2015, in seguito all’emanazione del Decreto Ministeriale attuativo della legge 77/2011, sono entrate in vigore sul territorio italiano le nuove regole in materia di produzione, confezionamento e commercializzazione della Quarta Gamma.

La normativa detta una serie di parametri vincolanti sulla sicurezza alimentare e sulla qualità che devono essere rispettati nel ciclo produttivo e nella distribuzione dei prodotti di Quarta Gamma. Dal 13 agosto 2015, ad esempio, è scattato l’obbligo per tutti i produttori e per la Distribuzione di garantire il rispetto della catena del freddo a una temperatura uniforme e costantemente inferiore agli 8°C lungo tutto il percorso che va dalle linee di confezionamento ai banchi refrigerati dei punti vendita. Risulta subito evidente il grande vantaggio che deriva da tale misura per una categoria di prodotti che vede nel mantenimento della catena del freddo l’unico vero conservante a tutela di freschezza e qualità.

Si precisa anche che la sicurezza dei prodotti di IV gamma è garantita dai numerosi controlli che vengono effettuati lungo tutta la filiera produttiva e che i tempi che intercorrono tra la raccolta, la lavorazione e la vendita sono molto brevi affinché venga garantita la freschezza del prodotto.

La qualità e la sicurezza dal punto di vista igienico degli ortofrutticoli di IV gamma vengono preservate attraverso lavaggio e asciugatura accurati. Il lavaggio, per il quale la normativa nazionale prevede almeno due vasche a ricambio continuo di acqua, avviene con acqua potabile e attraverso sistemi tecnologici avanzati che – a differenza del lavaggio domestico – garantiscono un prodotto sicuro e conforme a legge. È per questo motivo che il Ministero della Salute consente di commercializzare il prodotto come “lavato e pronto al consumo”.

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