Insalata in busta: consumo sicuro in Italia?

Insalata in busta: consumo sicuro in Italia?

Fonte immagine: Pixabay

Insalata in busta: i risultati dei test de Il Salvagente su quella maggiormente diffusa sul mercato italiano.

È igienico mangiare l’insalata in busta oppure è un rischio per la salute? Il settimanale “Il Salvagente” per cercare di rispondere a questa domanda ha analizzato 10 “lattughini in busta”, di cui uno di tipo biologico, che sono largamente diffusi sul mercato italiano. Un mercato in crescita quello delle insalate pronte per la tavola, che aumenta le vendite a un tasso del 5% annuo.

Tra le marche analizzate troviamo Bonduelle, DimmidiSì, Coop, Esselunga, Auchan, Carrefour, Conad, NaturaSì, Lidl ed Eurospin. La buona notizia è che tutti i prodotti analizzati non superavano i limiti soglia stabiliti per legge per le sostanze nocive. Inoltre non sono stati ritrovati batteri in grado di provocare malattie quali listeria, salmonella ed escherichia coli.

Ci sono però due cattive notizie. La prima è che dalle analisi sono risultati presenti fino a quattro tipi di pesticidi, residui di fitofarmaci che potrebbero essere evitati in un tipo di coltura definita “breve” (poche settimane tra semina e raccolto).

Va detto che pur rispettando i limiti di legge si potrebbe fare di più, soprattutto in termini di normativa. La legge attuale impone una quantità massima per i singoli pesticidi, ma non considera gli effetti indesiderati che scaturiscono dal mix di queste sostanze. Un fattore che trascura i rischi legati al “cocktail di pesticidi” per l’organismo.

Poi c’è la questione metalli pesanti, in particolare il cadmio, cancerogeno per l’uomo. Il cadmio in piccole quantità è già presente in natura nei terreni. Il problema, in questi caso, è che si trova anche nei pesticidi: un fattore che può far aumentare la concentrazione sui prodotti alimentari. Delle 10 insalate testate due campioni hanno fatto registrate concentrazioni vicine ai limiti legali e in altri due prodotti la sostanza risultava comunque presente in una quantità preoccupante.

Fonte: Il Salvagente

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