Inquinamento, uccide 500.000 neonati l’anno

Inquinamento, uccide 500.000 neonati l’anno

Fonte immagine: Pixabay

L'inquinamento uccide 500000 neonati all'anno: è quanto svela un nuovo report, le aree più colpite sono l'India e l'Africa sub-sahariana.

L’inquinamento causa la morte di circa 500.000 neonati all’anno. È questo l’allarmante dato che emerge dall’ultimo report State of Global Air 2020, prodotto dallo statunitense Health Effects Institute e dalla divisione Global Burden of Disease dell’Institute for Health Metrics and Evaluation.

La maggior parte dei decessi avviene purtroppo nell’Africa sub-sahariana e in India: il 2019, a cui si riferiscono i dati elencati nel report, ha rappresentano in questo senso uno degli anni più drammatici di sempre.

Inquinamento e neonati: dati allarmanti

Sono 476.000 i neonati che, nel corso del 2019, sono deceduti a causa dell’esposizione a sostanze inquinanti. In particolare in India e nell’Africa sub-sahariana, come già accennato: la causa principale è l’inalazione di fumi nocivi, prodotti da combustibili fossili anche per uso domestico.

Di questi bambini, 116.000 neonati indiani hanno incontrato la morte entro il primo mese di vita. In Africa, invece, la cifra sale addirittura a 236.000 infanti. Non è però solo l’esposizione diretta agli inquinanti a determinare gravi problemi di salute, ma anche l’ambiente in cui vivono le madri durante la gravidanza.

Il report evidenzia infatti come la continua inalazione di inquinanti nei mesi antecedenti al parto abbiano effetti diretti sullo sviluppo del feto. Spesso le contaminazioni determinano nascite premature o, ancora, quando il termine ultimo viene rispettato il neonato viene al mondo sottopeso. Aumentano anche le complicanze durante il parto: queste rappresentano una delle principali cause di morte in età natale.

Oltre ai bambini, l’inquinamento colpisce anche gli adulti. Nel corso del 2019 ben 6.7 milioni di persone sono decedute per effetto diretto di contaminazioni o sostanze nocive. Un dato che porta l’inquinamento al quarto posto fra le cause di morte, dopo ipertensione, fumo e malnutrizione.

Fonte: ANSA

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