• GreenStyle
  • Salute
  • Inquinamento: smog riduce di 20 mesi l’aspettativa di vita dei bambini

Inquinamento: smog riduce di 20 mesi l’aspettativa di vita dei bambini

Inquinamento: smog riduce di 20 mesi l’aspettativa di vita dei bambini

Smog e inquinamento atmosferico tolgono ai bambini 20 mesi in termini di aspettativa di vita, a sostenerlo il rapporto State of Global Air 2019.

Lo smog costa ai bambini nel mondo 20 mesi in termini di aspettativa di vita. Questo è quanto sostenuto nel rapporto State of Global Air 2019, nel quale si legge inoltre come nelle zone più soggette a inquinamento, inclusa parte dell’Asia, si possa arrivare a picchi di 30 mesi. Riduzione di circa 24 mesi nell’Africa sub-sahariana. Il documento è stato realizzato dallo Health Effects Institute (HEI) in collaborazione con l’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) at the University of Washington, la University of British Columbia e la University of Texas – Austin.

A ridurre l’aspettativa di vita dei bambini sarebbe l’associazione di agenti inquinanti derivanti dal traffico e dalle industrie a livelli di inquinamento molto alti anche all’interno delle abitazioni. Nonostante il discorso sia valido sia per i Paesi in via di sviluppo che per quelli più sviluppati, in questi ultimi la riduzione dell’aspettativa vitale dei più piccoli legata allo smog risulterebbe di appena 5 mesi. Come sottolineato da Robert O’Keefe, vicepresidente Health Effects Institute:

Il rapporto Global Burden of Disease [redatto dalla IHME, n.d.r.] guida un crescente consenso in tutto il mondo – tra l’OMS, la Banca Mondiale, la International Energy Agency e altri – che l’inquinamento atmosferico pone una sfida globale maggiore alla salute pubblica nei Paesi in via di sviluppo, dove metà della popolazione mondiale affronta il doppio fardello di un inquinamento esterno ed interno alle abitazioni.

La maggiore differenza tra le diverse aree del mondo in termini di smog emergerebbe soprattutto in relazione alle PM2.5. Chi risiede nei Paesi in via di sviluppo sarebbe esposto a livelli di polveri sottili 4-5 superiori rispetto ai Paesi più industrializzati: tra i più colpiti Nepal e India, mentre al fronte opposto si trovano USA; Canada, Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia. A pesare sarebbero in molti casi riscaldamento e preparazione del cibo, affidati a impianti alimentati a carburanti solidi (ad es. biomasse). Le nazioni più sviluppate sconterebbero invece alti livelli di ozono a livello stradale, derivato dai vari inquinanti, tra i quali l’ossido d’azoto, emessi da automobili e industrie.

I danni dello smog alla salute pubblica sono stati evidenziati anche da precedenti studi. Nel 2017 un decesso su dieci nel mondo è stato collegato all’inquinamento atmosferico, con punte di 9 su 10 tra gli over 50. La cattiva qualità dell’aria peserebbe in maniera determinante nel 41% delle morti legate a patologie polmonari ostruttive croniche, nel 20% in relazione al diabete di tipo 2, con legami anche a tumore ai polmoni (19% dei casi), cardiopatia ischemica (16%) e ictus (11%).

Particolarmente critica resta la situazione legata ai bambini secondo Dan Greenbaum, presidente dell’Health Effects Institute, che ha sottolineato la necessità di intervenire sui livelli di smog come sfida per il futuro di qualsiasi società:

La salute di un bambino è critica per il futuro di qualsiasi società, e queste nuove prove suggeriscono il fatto che la vita è molto più corta per chi nasce in luoghi esposti ad alto inquinamento atmosferico. In molte parti del mondo semplicemente respirare in una qualsiasi città è equivalente, a livello sanitario, a essere un accanito fumatore.

Fonte: State of Global Air

Le informazioni riportate su GreenStyle.it sono di natura generale e non possono essere utilizzate per formulare indagini cliniche, non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento, l’assunzione o la sospensione di un farmaco , non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico generico, di uno specialista , di un dietologo o di un fisioterapista. L’utilizzo di tali informazioni e’ sotto la responsabilita’, il controllo e la discrezione unica dell’utente. Il sito non e’ in alcun caso responsabile del contenuto, delle informazioni, dei prodotti e dei servizi offerti dai siti ai quali greenstyle.it puo’ rimandare con link.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Crema viso antirughe fai da te