Inquinamento e polveri sottili: l’UE condanna l’Italia

Inquinamento e polveri sottili: l’UE condanna l’Italia

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Inquinamento e polveri sottili: la Corte di Giustizia europea condanna l'Italia per la produzione di PM10 dal 2008 al 2017.

Inquinamento e polveri sottili: dopo la procedura d’infrazione, arriva la condanna per l’Italia. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha infatti confermato le violazioni dello Stivale, in particolare per elevate emissioni di PM10 rilevate tra il 2008 e il 2017. Sul caso è intervenuto anche il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Secondo quanto affermato dalla Corte di Giustizia, l’Italia avrebbe “sistematicamente” superato i valori massimi di particolato ammessi a livello del Vecchio Continente.

Inquinamento: l’Italia condannata

Così come già accennato, le violazioni riguardano il superamento costante delle normative europee in merito alla produzione di PM10, uno dei particolati più pericolosi. La procedura riguarda il periodo di tempo compreso tra il 2008 e il 2017, dove in Italia si sarebbero rilevate “eccedenze sistematiche e persistenti”, con il frequente superamento dei “valori limite prefissati”.

Come riportato da SKYTG24, era stata la Commissione Europea a richiedere l’intervento della Corte di Giustizia, dato il superamento continuo delle soglie di sicurezza ammesse a livello comunitario. La Commissione aveva quindi deciso di aprire una procedura di infrazione, per il timore che lo Stivale non avesse “adottato misure tempestive” per contenere la produzione di PM10 e preservare la qualità dell’aria. Soprattutto nei grandi centri urbani dove, a causa dell’elevato traffico automobilistico, l’emissione di PM10, PM2.5 e altri inquinanti apparirebbe molto elevata.

Sul caso è intervenuto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, così come sempre riferito da SKYTG24:

La sentenza della Corte di Giustizia sul superamento dei limiti di PM10 non ci coglie di sorpresa, visti i dati su cui è basata e che sono incontrovertibili alla prova dei fatti. Dati che, benché si fermino al 2017, indicano un problema che purtroppo non è ancora risolto. Fin dal mio insediamento, nel 2018, ho messo in campo tutti gli strumenti possibili, in accordo con le Regioni, per affrontare il tema della qualità dell’aria. Sottolineo infatti che ogni anno sono almeno 80.000 le vittime dovute a questa problematica che investe soprattutto il Bacino Padano, ma non soltanto.

Il Ministro si augura che la condanna possa rappresentare un punto di partenza per un Italia dall’aria sempre più pulita e dall’inquinamento ridotto:

Credo che questa pronuncia debba essere uno stimolo per tutto il Governo a far di più e meglio rispetto a quanto già abbiamo messo in campo, considerando che la stessa Corte nella sentenza riconosce la bontà delle azioni intraprese dal 2018, per garantire nel più breve tempo possibile un ambiente più salubre a tutti i cittadini.

Fonte: SkyTG24

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