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Inquinamento: polveri sottili uccidono anche sotto i limiti UE

Inquinamento: polveri sottili uccidono anche sotto i limiti UE

Le polveri sottili sono un rischio per la salute anche sotto i limiti UE secondo studio ESCAPE, mortalità aumenta anche a livelli inferiori.

Inquinamento atmosferico e polveri sottili uccidono anche a livelli inferiori ai limiti UE. È quanto emerge dai risultati dello studio internazionale ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects, che ha visto coinvolte 13 località europee ed è stato pubblicato sulla rivista The Lancet. Circa 360 mila i residenti coinvolti, 31 mila dei quali solo in Italia.

Nello studio ESCAPE sull’inquinamento atmosferico, coordinato dall’Università di Utrecht in Olanda, i valori soglia per cui vi sarebbe un aumento della mortalità legata alle polveri sottili sarebbero di 5 microgrammi per metro cubo. Per ognuna di queste soglie superate l’incremento di rischio per la salute risulterebbe del 7%, equivalente alla diminuzione dell’aspettativa di vita di circa 8 mesi.

Risultati che stabiliscono quindi che esiste una certa percentuale di rischio anche in città, come quelle del Nord Europa, nelle quali i livelli di inquinamento atmosferico sono di solito inferiori ai 10 microgrammi per metro cubo. Un parametro che porta come inevitabile conseguenza il raffronto con i valori elevati oltre i 30 milligrammi/metrocubo di città come Milano e Torino, per i quali il rischio è di circa il 30-35% più alto di quello nordico.

Di poco meno grave la situazione a Roma, che pure in questi giorni affronta un momento di particolare crisi legata alla qualità dell’aria. Domani e dopodomani saranno nella Capitale in vigore le targhe alterne, provvedimento stabilito per ridurre appunto le concentrazioni nocive lungo le sponde capitoline del Tevere.

Necessario intervenire al più presto riguardo ai limiti stabiliti dalle normative europee se si vogliono limitare i possibili danni per la salute derivati dallo smog. Come spiegano i ricercatori:

I risultati suggeriscono un effetto del particolato anche per concentrazioni al di sotto dell’attuale limite annuale europeo di 25 µg/m3 per il PM2,5. L’Organizzazione Mondiale della Sanità propone del resto come linea guida 10 µg/m3 e i nostri risultati supportano l’idea che avvicinandoci a questo target si potrebbero raggiungere grandi benefici per la salute delle persone.

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