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Inquinamento nuoce a fertilità giovani: i test nella Terra dei Fuochi

Inquinamento nuoce a fertilità giovani: i test nella Terra dei Fuochi

Fonte immagine: cwizner / Pixabay

Qual è il rapporto tra inquinamento e fertilità dei giovani: al via un programma specifico per valutare gli effetti di stile di vita e alimentazione.

Qual è il rapporto tra inquinamento e salute riproduttiva? È questa la domanda a cui vuole rispondere un progetto coordinato dall’Asl di Salerno e patrocinato dal Ministero della Salute. Il programma si chiama Fast, sigla per indicare Fertilità, Ambiente e STili di vita.

Si tratta di una linea del progetto più ampio EcoFoodFertility, che mira a prendere in considerazione 450 ragazzi che vivono in tre aree dell’Italia a elevato impatto ambientale. In particolare 150 di loro sono residenti nei Comuni a nord di Napoli che rientrano a pieno titolo nella cosiddetta Terra dei Fuochi. L’uroandrologo salernitano Luigi Montanaro, referente scientifico del programma, ha spiegato:

Diversi studi hanno provato che a tassi di mortalità e incidenza di patologie metabolico-degenerative è legata una cattiva qualità dello sperma che diventa un importante indicatore della pressione giocata dalle matrici ambientali su persone che vivono in zone soggette ad inquinamento. Il progetto EcoFoodFertility ha già dei dati solidi in Campania e si riferisce a ragazzi tra i 18 i 40 anni residenti in diverse aree di campionamento.

L’inquinamento avrebbe degli effetti sulla fertilità che non sarebbero affatto da sottovalutare. Ecco perché bisognerebbe controbilanciare gli effetti sulla salute attraverso l’adozione di una sana alimentazione e di un corretto stile di vita, come fanno notare gli esperti che si sono espressi sull’argomento.

La fertilità può essere considerata un indicatore importante della salute, per questo si è deciso di condurre uno studio apposito per avere a disposizione nuovi modelli di valutazione dell’impatto ambientale sul benessere degli individui. I ragazzi, dopo essere stati selezionati, saranno sottoposti a delle visite andrologiche e nutrizionali e riceveranno delle specifiche informazioni sul tema.

I ricercatori li sottoporranno a esami del sangue, delle urine, dei capelli e del liquido seminale, per verificare il numero e la morfologia degli spermatozoi. Metà dei soggetti seguirà un intervento nutrizionale, consumando alimenti privi di pesticidi. Dopo quattro mesi si procederà a una valutazione degli effetti.

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