Inquinamento del fiume Lambro: di chi è la responsabilità?

Inquinamento del fiume Lambro: di chi è la responsabilità?

A più di una settimana dal disastro ambientale che ha colpito il Lambro, ancora tonnellate di idrocarburi circolano tra il fiume lombardo e il delta del po’, dove in questi ultimi giorni sono state ritrovate tracce di altre sostanze pericolose, probabilmente a causa di successivi versamenti illegali da parte di sciacalli che hanno approfittato della […]

A più di una settimana dal disastro ambientale che ha colpito il Lambro, ancora tonnellate di idrocarburi circolano tra il fiume lombardo e il delta del po’, dove in questi ultimi giorni sono state ritrovate tracce di altre sostanze pericolose, probabilmente a causa di successivi versamenti illegali da parte di sciacalli che hanno approfittato della situazione.

E mentre i volontari di Legambiente hanno lanciato un appello per la ripulitura delle acque inquinate, ci si interroga sulle responsabilità di persone che avrebbero potuto evitare conseguenze così negative per i due fiumi padani.

Si parla infatti di “disastro evitabile“: secondo i magistrati di Monza non sarebbero state prese misure adeguate per evitare il diffondersi dei liquidi inquinanti lungo tutto il corso del Lambro e poi fino al po’. Delle 1800 tonnellate di diesel e delle altre 800 di olii pesanti fuoriscite dalle cisterne della Lombarda Petroli, solo 1300 sono state fermate dal depuratore di Monza, ora intasato e inutilizzabile per almeno tre settimane, causando danni per oltre due milioni e mezzo di euro.

Secondo i magistrati qualcosa è andato storto nell’operazione di chiusa delle dighe per abbassare il livello delle acque. Il consorzio in carico della gestione dei depuratori, che già aveva dovuto affrontare simili emergenze, in passato era riuscito a contenere i danni. Mentre la scorsa settimana la diga di Pusiano sarebbe stata subito riaperta consentendo ai liquidi inquinanti di intaccare tutto il fiume.

Probabilmente, la quantità fuoriuscita dalle cisterne della fabbrica è stata così massiccia da escludere l’ipotesi di un incidente. Le cisterne sarebbe invece state aperte di proposito per liberare i serbatoi di diesel e olii pesanti invece di portarli a smaltire presso i centri specializzati.

Stando alle parole di Guido Bertolaso, capo della Protezione civile:

La situazione è completamente rientrata, è già partita la fase di bonifica su tutto il territorio

Dunque la situazione sarebbe in fase di normalizzazione, ma di certo ci sarà ancora molto da lavorare per ripristinare l’equilibrio del fiume.

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