Inquinamento atmosferico: Pianura Padana, foto shock dal satellite

Inquinamento atmosferico: Pianura Padana, foto shock dal satellite

Forte inquinamento atmosferico nella Pianura Padana, a evidenziarlo le foto shock diffuse dall'ESA e scattate dal satellite Copernicus Sentinel 5-P.

L’inquinamento atmosferico della Pianura Padana in una foto. A pubblicare la foto shock è l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, che ha diffuso le immagini ottenute dal satellite Copernicus Sentinel 5-P. Nello specifico è possibile notare come la valle del Po sia soggetta ad alti livelli di ossidi di azoto, soprattutto biossido di azoto (NO2). I dati fanno riferimento ai primi quattro mesi dell’anno (gen-apr 2019).

A causare tali livelli di emissioni, spiega l’ESA, soprattutto il traffico veicolare (in primis le vetture alimentate a diesel) e l’utilizzo di carburanti fossili durante i processi industriali. Ulteriori responsabilità sarebbero da ascrivere alla concimazione con prodotti NPK (N=azoto, P=fosforo, K=potassio) e alla produzione di letame da parte del bestiame allevato in maniera intensiva.

A questo proposito sono due le procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia a causa dello sforamento ripetuto dei limiti di Pm10 e biossido di azoto. Questi ultimi due sono riconosciuti come inquinanti in grado di produrre seri problemi alla respirazione. Al Bel Paese si recrimina il non aver applicato in maniera corretta la direttiva 2008/50/CE.

Ieri l’Italia ha approvato, al termine della prima giornata dell’incontro “Clean air dialogue” e alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e di sei ministri del suo governo, il “Piano d’azione il miglioramento della qualità dell’aria”. Un pacchetto di interventi per ridurre l’inquinamento atmosferico e migliorare l’aria nel territorio italiano. Come ha sottolineato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, tra i firmatari del provvedimento:

Il Paese Italia, sei ministeri e tutte le Regioni, hanno firmato un Patto d’azione estremamente concreto per il miglioramento della qualità dell’aria delle nostre città. La negoziazione di un anno ha dato i suoi frutti: le sfide si vincono tutti insieme.

Nel protocollo che abbiamo firmato sono previsti 400 milioni all’anno con tempi precisi che ogni ministero deve rispettare per mettere in campo le azioni di contrasto alle emissioni. È un impegno forte e vigoroso del Paese, del quale mi faccio garante.

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