Inquinamento atmosferico: lockdown, già finiti benefici per l’ambiente

Inquinamento atmosferico: lockdown, già finiti benefici per l’ambiente

Livelli di inquinamento atmosferico tornati ai livelli pre-lockdown, a testimoniarlo uno studio del CREA su alcune delle principali città del mondo.

Esauriti gli effetti positivi contro l’inquinamento atmosferico derivati dal lockdown. L’evidente miglioramento della qualità dell’aria registrato tra febbraio e marzo è stato ormai riassorbito. Se durante la quarantena l’ambiente aveva potuto tirare un sospiro di sollievo, soprattutto sul fronte del diossido di azoto, ora sembra tornato tutto alla “normalità”.

Soltanto nel Nord Italia il lockdown aveva permesso di ridurre le concentrazioni di diossido di azoto (NO2) del 10%. Il calo dell’inquinamento atmosferico aveva interessato anche altri Paesi del mondo, inclusa l’India. La fine del lockdown e la ripresa delle attività lavorative non ha lasciato scampo all’ambiente. Gli inquinanti nell’aria sono tornati e con essi gli effetti negativi per la salute e la natura.

Inquinamento atmosferico e NO2, lo studio

Un gruppo di ricercatori del CREA (Centre for Research on Energy and Clean Air) hanno analizzato l’andamento dei livelli di NO2 in questi mesi. Nelle 12 città analizzate, tra cui Roma, Londra, Parigi, New Delhi e New York, in quasi tutti i casi si è ormai pressoché tornati ai livelli di diossido di azoto registrati prima della chiusura di tutte le attività non essenziali.

Non fa eccezione Roma, le cui concentrazioni di NO2 sono aumentate più che a New Delhi, Londra e Parigi. Proprio la capitale francese rappresenta un’importante eccezione nel gruppo, avendo fermato la sua risalita a circa metà strada. I ricercatori affermano di aver tenuto conto, nell’elaborazione del grafico (consultabile nel tweet qui in basso), di condizioni meteo rilevanti come vento e piogge.

Fonte: The Economist

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