Inquinamento atmosferico, crollo al Nord dopo stop attività produttive

Inquinamento atmosferico, crollo al Nord dopo stop attività produttive

Crollo dell'inquinamento atmosferico in Italia, soprattutto nelle Regioni del Nord: meno marcati i benefici per l'aria nelle zone del Centro-Sud.

Si è molto discusso di recente dei possibili effetti sulla qualità dell’aria delle misure introdotte per contrastare la diffusione del Coronavirus. A beneficiare di questo singolare “effetto collaterale” sono state soprattutto le Regioni del Nord, come confermato anche dai meteorologi e dalle immagini satellitari.

Da metà febbraio in poi l’inquinamento atmosferico da NO2 (biossido di azoto) e polveri sottili è calato in maniera netta al Nord Italia, e in quantità più contenuta al Centro e al Sud.

Sul tema è intervenuto anche il direttore del Copernicus Climate Change Service (C3S) presso l’Ecmwf-European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, Carlo Buontempo, che intervistato da Adnkronos ha dichiarato:

Dalla metà di febbraio, nell’atmosfera è stata registrata una riduzione delle concentrazioni di inquinanti chiave NO2 e polveri sottili (PM2,5 e PM10, particelle con diametro inferiore rispettivamente a 2,5 micrometri e 10 micrometri) nel Nord Italia. Queste riduzioni sono in parte spiegate dalle condizioni meteorologiche e in parte dagli effetti del lockdown.

La situazione è meno marcata nelle città del Centro e del Sud Italia, così come nel resto dell’Europa, tuttavia in queste aree le misure di contenimento sono state prese solo recentemente

Fonte: Adnkronos

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