Incentivi rinnovabili, Zanonato: rivedere tempi di pagamento

Incentivi rinnovabili, Zanonato: rivedere tempi di pagamento

Il ministro Zanonato annuncia un provvedimento che spalmerà su più anni i finanziamenti previsti al fotovoltaico dal Conto Energia.

Il Ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato ha ribadito in queste ore il suo piano per ridurre il peso della bolletta energetica sui bilanci familiari (e non solo). Secondo un luogo comune, purtroppo molto diffuso, responsabili dei costi elevati sarebbero i finanziamenti alle rinnovabili, in special modo quelli concessi tramite il Conto Energia agli impianti fotovoltaici: qualcosa come 12 miliardi l’anno per i prossimi 18.

Questi soldi non possono non essere garantiti dallo Stato, visto che dipendono da contratti ormai firmati. Se lo stralcio non è però una strada percorribile, Zanonato intende procedere per quella del dilazionamento del pagamento. Ogni anno, ma sono cifre assolutamente non ufficiali, verrebbero pagati 3 miliardi in meno. Questi soldi verranno restituiti solo più in là nel tempo.

Questa soluzione, ad occhio, provocherebbe tre effetti importanti:

  • Una riduzione di una delle voci componenti la bolletta energetica;
  • Il prestito forzoso potrebbe sconvolgerei business plan delle aziende di settore;
  • Il dilazionamento dei pagamenti, comporterà anche l’applicazione di tassi d’interesse. Di fatto, questo crea un indebitamento dell’utente energetico che nei decenni pagherà di più, anche se in un primo tempo osserverà una riduzione della bolletta.

Come molti analisti sottolineano, quella di Zanonato sembra essere una cura sbagliata, frutta di una diagnosi sbagliata. Non sono le rinnovabili, almeno non da sole, a creare bollette salate per i consumatori. La responsabilità è da addebitarsi soprattutto all’aumento delle fonti fossili e agli incentivi che queste forme inquinanti di produzione energetica ancora si vedono garantiti. Il dilazionamento dei pagamenti, poi, ridurrebbe di molto la credibilità del Paese, incapace di tenere fede ad un impegno nelle modalità stabilite.

Su questa linea, troviamo l’attacco di Emilio Cremona, Presidente ANIE/GIFI, che tuona:

Centinaia di migliaia di impianti fotovoltaici sono stati costruiti in Italia a fronte di un impegno dello Stato, ovvero il Conto Energia, e di business plan calibrati su 20 anni. Gli errori fatti nella strutturazione del debito non sono da attribuire ai cittadini e alle imprese, ma alla legislazione che non ha saputo gestire adeguatamente la distribuzione degli incentivi.

Gli incentivi sono impegni presi che non possono essere negoziati. Piuttosto, sarebbe opportuno che il Ministro Zanonato illustrasse il percorso tecnico-finanziario che si intende intraprendere per una riorganizzazione ottimale del debito, tranquillizzando tutto il Sistema

Insomma, tra Ministero dello Sviluppo Economico e associazioni si annuncia un braccio di ferro che potrebbe protrarsi a lungo, nonostante il ministro spinga per arrivare ad una soluzione entro la settimana prossima.

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