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Incentivi rinnovabili: Legambiente contro i tagli del Governo Renzi

Incentivi rinnovabili: Legambiente contro i tagli del Governo Renzi

Il Ministero dello Sviluppo ha presentato un piano taglia-bolletta: il risparmio maggiore dagli incentivi alle rinnovabili, ma Legambiente non ci sta.

Circa 2 o 3 miliardi di euro a regime. Tanto spera di risparmiare il governo sulla bolletta elettrica degli italiani, in base al piano messo a punto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il taglio principale riguarderà gli incentivi alle rinnovabili a cominciare dal fotovoltaico (700-900 milioni di risparmio), ma è prevista anche una nuova spalmatura volontaria dei sussidi alle altre rinnovabili elettriche.

Per gli impianti fotovoltaici sopra i 200 kW, in particolare, il piano del MISE stabilisce una spalmatura obbligatoria e senza interessi degli incentivi, la cui durata passerà da 20 a 25 anni. L’assenza di interessi determinerà un calo delle tariffe incentivanti erogate.

Proprio questo nuovo taglio dei sussidi statali ha scatenato la reazione di associazioni ambientaliste e addetti ai lavori, contrari al provvedimento allo studio del governo. Commenta ad esempio il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini:

Tagli retroattivi agli incentivi per il solare fotovoltaico anche per famiglie e agricoltori, tasse sull’autoproduzione da nuovi impianti da fonti rinnovabili anche senza incentivi, ma pure soldi pubblici presi dalle bollette per salvare il fallimentare progetto di rigassificatore a Livorno: i contenuti del provvedimento che il Governo dovrebbe approvare nei prossimi giorni, anticipati ieri dal Ministero dello Sviluppo economico, per mantenere la promessa di riduzione del 10% delle bollette alle piccole e medie imprese vanno in una direzione esattamente contraria agli interventi di cui il Paese avrebbe bisogno.

Secondo l’ambientalista, in particolare, le proposte del ministro Guidi puntano a tagliare le bollette elettriche delle PMI fermando la crescita delle rinnovabili. Le misure, sostiene Zanchini, servirebbero soprattutto a dare sostegno ai grandi gruppi energetici in crisi, più che ai contribuenti. La richiesta di Legambiente al Governo Renzi è dunque quella di:

Fermare un provvedimento sbagliato nel merito delle scelte e nel messaggio che viene inviato alle famiglie e alle imprese, perché l’Italia avrebbe tutto l’interesse a investire nelle fonti rinnovabili per ridurre importazioni di fonti fossili e spesa energetica. Tutti condividiamo la necessità di ridurre la spesa energetica, e per questo riteniamo non accettabile che si scelga una strada che va solo nella direzione degli interessi dei grandi gruppi energetici legati alle fonti fossili.

Il piano proposto dal ministro Guidi prevede anche altre misure come la riduzione degli sconti alle Ferrovie; l’addebito progressivo (a partire dal 10%) degli oneri di sistema anche a Riu, Seu, Seseu e l’abolizione degli sconti agli ex dipendenti di aziende di distribuzione elettrica. Eliminati infine le agevolazioni per Vaticano e San Marino e i contributi alle centrali a olio.

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