Incentivi rinnovabili, le richieste degli Stati Generali

Incentivi rinnovabili, le richieste degli Stati Generali

Gli Stati Generali delle Rinnovabili chiedono un deciso passo indietro al Governo Monti: ripristinare gli incentivi altrimenti la crisi diventerà generale.

Emanare subito il decreto per gli incentivi del Conto Energia Termico, rivedere profondamente il Quinto Conto Energia e il Decreto Rinnovabili elettriche, definire prima possibile gli obiettivi dei Certificati Bianchi per l’efficienza energetica da qui al 2020. Ecco le principali richieste degli Stati Generali delle Rinnovabili, che si sono riuniti oggi in vista dell’apertura di SolarExpo 2012 a Verona.

Le oltre venti associazioni che partecipano agli Stati Generali hanno le idee chiare: la politica del Governo Monti sulle rinnovabili ha molti punti negativi, che rischiano di affossare uno dei pochi settori che ancora regge in tempi di crisi con circa 100mila addetti. Le richieste più pressanti, su dossier già aperti, sono quelle che riguardano il nuovo quadro di incentivi al fotovoltaico e alle altre elettriche. Queste le proposte principali:

  • Togliere l’obbligo dei registri;
  • Abolire i tetti di potenza incentivabile annua per ogni tecnologia rinnovabile;
  • Tornare almeno a 7 miliardi di incentivi l’anno per il fotovoltaico;
  • Predisporre un regime transitorio di almeno tre mesi tra i vecchi incentivi e i nuovi;
  • Ripristinare lo scambio sul posto anche agli impianti superiori ai 200 kW di potenza;
  • Reintrodurre il bonus amianto e prevedere un nuovo bonus per gli impianti con almeno l’80% delle componenti made in UE;
  • Elevare le soglie per l’accesso alle aste ad almeno 10 MW, 50 MW per l’eolico;
  • Aumentare il tempo massimo consentito per la costruzione degli impianti più complessi.

Si tratta, in pratica, di poche concessioni rispetto ai precedenti regimi di incentivo. Per il fotovoltaico, ad esempio, si chiede un ritorno quasi completo al Quarto Conto Energia, se non addirittura al terzo per alcuni aspetti.

Riguardo al bonus UE, però, la percentuale è salita notevolmente. Segno che l’agonizzante industria europea del fotovoltaico sta cercando l’ancora di salvezza per non affondare definitivamente.

A questo va aggiunta la richiesta del Conto Energia Termico, promesso dal sottosegretario all’Energia Stefano Saglia a giugno 2011 e ripromesso dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini a dicembre, ma di cui ancora non c’è traccia. E proprio a Clini, ospite d’onore domani a Verona, spetta il compito di dare risposte al settore delle rinnovabili.

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