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Incentivi fotovoltaico: Passera vuole nuovi decreti entro la settimana

Incentivi fotovoltaico: Passera vuole nuovi decreti entro la settimana

Corrado Passera punta a regolamentare gli incentivi per le energie rinnovabili entro la settimane tramite due decreti ministeriali. Scontro con Clini.

Incentivi a fotovoltaico e rinnovabili da modificare entro questa settiman. Nessun dubbio o ripensamento per Corrado Passera, nei piani del responsabile allo Sviluppo Economico due decreti ministeriali che regolino i finanziamenti al settore, uno per il fotovoltaico e un altro dedicato alle restanti fonti energetiche pulite.

Corrado Passera per procedere con i decreti avrà però bisogno di trovare un accordo con Corrado Clini, ministro dell’Ambiente. Le posizioni dei due esponenti del Governo Monti non potevano sembrare più distanti nei giorni scorsi, rendendo piuttosto tortuoso il percorso verso il cosiddetto Quinto Conto Energia.

Clini si è dichiarato fortemente contrario alla diminuzione degli incentivi alle rinnovabili, fotovoltaico in testa, al fine di ridurre il peso delle bollette energetiche degli italiani. Diversa la ricetta ipotizzata dal ministro dell’Ambiente, che guarda maggiormente verso tagli al Cip 6, al nucleare e agli sconti concessi alle grandi imprese “energivore”.

Dal ministro dello Sviluppo Economico però non arrivano come detto segnali distensivi in merito, ma un chiara e ferma presa di posizione. Le misure sostenute da Passera prevedono in primis un taglio medio gli incentivi compreso tra il 30 e il 40% al fine di allinearli con quelli UE e l’istituzione di un registro anche per impianti inferiore a 3 kW che servirà per stilare un ordine dei progetti più meritevoli dei sussidi statali.

Oltre a questo anche una serie di vincoli tecnici come la dimostrazione di disporre della copertura finanziaria necessaria all’ultimazione della struttura. Entrando nello specifico della riforma per i piccoli impianti, allo studio anche l’ipotesi di introdurre la classe energetica degli edifici di destinazione tra i criteri di ordinamento della graduatoria di accesso agli incentivi: ad essere privilegiati sarebbero gli immobili con livello minimo pari a “D”. Occhio di riguardo verrebbe assicurato anche alle installazioni che prevedano la rimozione di tetti o parti in amianto o eternit.

Discorso a parte merita il secondo possibile decreto, quello destinato a tutte le altre tecnologie di impianti di produzione alimentati ad energie rinnovabili. In questo caso ad essere regolamentati sarebbero settori come quello eolico, idroelettrico, delle biomasse e della geotermia, per i quali verrà imposto un tetto massimo di spesa di 5,5 miliardi.

Non soltanto misure di riduzione del volume di incentivi assicurati alle altre rinnovabili, ma anche strumenti di contenimento per lo sviluppo delle stesse. Viene avanzata l’ipotesi di aste per impianti con potenza superiore a 5 MW e l’iscrizione in appositi registri nazionali per tutti gli altri. Inoltre vengono fissati dei limiti annuali per quanto riguarda la potenza installata incentivabile.

Una presa di posizione netta quella di Passera, che non sembra aver tenuto conto della manifestazione promossa dalle 22 associazioni di settore e ricevute poi dallo stesso Governo. Sembrano ignorate al momento anche le critiche avanzate dal collega dell’Ambiente Clini, con il quale tuttavia sarà necessariamente costretto nei prossimi giorni ad un confronto serrato.

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