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Incentivi fotovoltaico: gli italiani li rivogliono e sono preoccupati per il Clima

Incentivi fotovoltaico: gli italiani li rivogliono e sono preoccupati per il Clima

Fonte immagine: iStock

Italiani sempre più a favore delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica, la fotografia offerta dal XVII Rapporto Gli italiani, il solare e la green economy.

I cambiamenti climatici stanno salendo nelle preoccupazioni degli italiani, sempre più convinti che i governi stiano facendo poco per contrastarli. È la radiografia dell’opinione pubblica del Paese emersa dal XVII Rapporto “Gli italiani, il solare e la green economy” realizzato dall’Osservatorio sul solare della Fondazione UniVerde e da Noto Sondaggi. Una immagine che ci restituisce il sentiment dei nostri connazionali, sempre più attenti alla sostenibilità, alla circular economy e alle rinnovabili, un tempo fiore all’occhiello delle politiche governative e oggi “bistrattate”. Tanto da far auspicare al 93% degli italiani un ritorno degli incentivi al fotovoltaico.

Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, ha commentato: “Secondo il Rapporto, l’89% degli italiani manifesta preoccupazione per i cambiamenti climatici e il 79% è convinto che si sta facendo poco per contenere l’aumento delle temperature entro i 2 gradi. L’opinione pubblica è dalla nostra parte e le oltre 100.000 firme raccolte a sostegno della petizione #EmergenzaClimaticaItalia, lanciata su Change.org, ne sono la dimostrazione. La mobilitazione della società civile, e di tutti coloro che vogliono un’Italia 100% rinnovabile e leader nella battaglia contro i cambiamenti climatici, chiede al Parlamento e al Governo italiano un serio impegno per riconoscere l’emergenza climatica, premessa indispensabile affinché il Green New Deal sia collegato a una vera transizione energetica e non solo una risposta, seppur positiva, alla crisi economica. Si tratta di un progetto ambizioso che può attrarre quegli investimenti che stanno abbandonando il settore del carbone e dei fossili”.

Quest’anno il main partner del rapporto è stata, per la prima volta, Enel, un’azienda che soprattutto sotto la guida dell’amministratore delegato Francesco Starace sta puntando sempre di più proprio sulle rinnovabili. A tal proposito, durante la presentazione del rapporto, si è espresso Carlo Tamburi, Direttore di Enel Italia:

La transizione energetica in atto è un percorso positivo che riguarda l’ambiente e le persone, e può generare beneficio per il sistema economico se si è capaci di cogliere le opportunità che genera. Enel è impegnata nel rendere sostenibile ogni aspetto del proprio business sia a livello globale che in Italia, un Paese strategico per la nostra crescita, con investimenti nello sviluppo delle rinnovabili, nella digitalizzazione delle reti e nell’elettrificazione dei consumi. È la sfida che stiamo portando avanti insieme a tutti i nostri stakeholder per raggiungere l’obiettivo di una piena decarbonizzazione entro il 2050“.

“Nel piano strategico 2020-2022 di Enel” – ha continuato Tamburi – “abbiamo portato un’ulteriore accelerazione e quindi saremo in grado alla fine del 2022 di installare ogni anno quasi 5.000 megawatt di nuova capacità di rinnovabili nel mondo”.

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Fonte: GreenStyle da sx: Pecoraro Scanio, Morassut, Tamburi

Alla presentazione del rapporto era presente anche Roberto Morassut, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha sottolineato l’importanza dell’introduzione di incentivi per la sostenibilità, che si concretizzeranno in una carbon tax: “Occorre consolidare questa tendenza positiva verso le rinnovabili, che il Rapporto conferma, attraverso riforme legislative e normative, un saggio uso della leva fiscale, che possa incentivare l’avvio di un nuovo corso dell’economia verso la sostenibilità, e attraverso investimenti. In relazione ad una politica fiscale e di incentivi per la sostenibilità, oggi l’attenzione si concentra sulla plastica, ma in un futuro non troppo lontano, lungo il percorso di costruzione di un Green New Deal duraturo, che sposti risorse verso politiche di sostenibilità, andrà affrontato il tema della carbon tax, che prima o poi si porrà in modo ineludibile”.

Ma forse varrebbe la pena, al di là di una sacrosanta carbon tax da far pagare a chi inquina di più, tornare a ragionare di possibili incentivazioni verso le rinnovabili, che possano spingere i consumatori ad orientarsi verso scelte energetiche a impatto zero. Il rapporto infatti è estremamente chiaro: ben il 93% ritiene che l’utilizzo del solare andrebbe sostenuto con maggior forza rispetto a prima, intervenendo nuovamente con degli incentivi all’acquisto, favorendo inoltre l’autoconsumo e la semplificazione burocratica, ancora troppo pesante.

Gli italiani fotografati dal rapporto sono altrettanto convinti che anche la mobilità sostenibile sia un aspetto fondamentale: il 61% sarebbe disposto ad acquistare un’auto elettrica al posto di una tradizionale. A patto che lo Stato garantisca una rete di ricarica capillare e che i costi delle auto elettriche si equiparino a quelle alimentata da combustibili fossili.

Insomma, il XVII Rapporto “Gli italiani, il solare e la green economy” mostra quanto i nostri connazionali siano più avanti rispetto alla politica e ai governi, un paese reale che se trovasse gli giusti spazi consentirebbe all’Italia di essere una nazione guida negli ambiti strategici per un processo di decarbonizzazione che, purtroppo, tarda ad arrivare.

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