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Incentivi e Quinto Conto Energia, c’è l’accordo ma i decreti slittano

Incentivi e Quinto Conto Energia, c’è l’accordo ma i decreti slittano

I decreti sulle rinnovabili elettriche e sul Quinto Conto Energia verranno modificati, ma è ancora caos sulle possibili variazioni.

Descrivere l’esito della Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali sui nuovi incentivi alle rinnovabili elettriche e sul Quinto Conto Energia è quanto di più complesso ci possa essere oggi, a 24 ore di distanza. Già ieri parlavamo del giallo sulle dichiarazioni: il governatore della Basilicata Vito De Filippo parlava di fallimento dei negoziati, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini di successo.

Oggi arrivano altre dichiarazioni e commenti, come quella di Filippo Bernocchi, delegato dell’ANCI alle politiche energetiche, che parla di un impegno del Governo ad accettare le modifiche proposte e di inserirle nei due decreti:

Il Governo si è formalmente impegnato a modificare il testo originale dei provvedimenti recependo le proposte formulate dall’ANCI volte a valorizzare le iniziative che hanno impatto in termini sociali e ambientali per i territori.

La domanda che tutti si fanno, oggi, è quali siano le modifiche che il Governo è disposto ad accettare. E quali no. Enrico Borghi, delegato alla Montagna dell’ANCI, descrive solo le proposte fatte dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani:

Le principali proposte si concentrano per il fotovoltaico su accesso diretto alle tariffe incentivanti per impianti realizzati in sostituzione di coperture in eternit fino a 1000 kW, per interventi che combinano la produzione di energia al risparmio energetico e per gli impianti di iniziativa pubblica fino a 30 kW, oltre ad una adeguato periodo di transitorietà a salvaguardia delle iniziative e degli investimenti già effettuati dai Comuni e dagli enti pubblici, prioritariamente per la realizzazione di interventi in aree di crisi industriale e per aree ambientalmente degradate.

Sul fronte delle altre fonti rinnovabili, oltre alla riconferma delle corsie preferenziali per gli interventi pubblici, soprattutto finalizzati al recupero di calore (cogenerazione), l’Anci ha proposto di inserire vincoli ambientali per l’accesso ai meccanismi di premialità (in termini di riduzione delle emissioni in atmosfera), valorizzazione delle biomasse forestali a filiera corta, ciò anche al fine di favorire occupazione e salvaguardia ambientale e prevenzione del rischio idrogeologico. Tra le proposte dell’Associazione, inoltre, anche un periodo di transitorietà, come richiesto per il fotovoltaico, per gli interventi già avviati.

Il Governo accetterà tutti questi cambiamenti al decreto rinnovabili elettriche e al Quinto Conto Energia? Impossibile dirlo, anche dopo aver letto il comunicato stampa ufficiale del Ministero dello Sviluppo economico di Corrado Passera:

Il Ministero dello Sviluppo Economico esprime la propria soddisfazione per l’esito della Conferenza Unificata che, dopo un articolato confronto, ha fatto registrare il parere positivo di Regioni, Province e Comuni sui due Decreti relativi alle Energie Rinnovabili. Nel corso della Conferenza il Governo, in risposta alle richieste formulate da istituzioni ed enti locali, ha proposto delle modifiche – a cui è legato il parere positivo – che verranno incorporate nei testi dei due decreti.

La versione finale dei due decreti terrà dunque conto dei pareri della Conferenza Unificata e dell’Autorità dell’Energia, oltre che dei suggerimenti migliorativi della Commissione Ue, confermando – con gli aggiustamenti concordati – l’impianto generale del testo dal punto di vista degli obbiettivi in volumi, delle risorse messe a disposizione e degli strumenti di governo

Il che è praticamente impossibile perché, se il Governo dovesse ascoltare i suggerimenti degli enti locali, dell’Autorità dell’Energia e dell’Unione Europea dovrebbe in pratica riscrivere i due decreti da zero. Per non parlare, poi, del fatto che si tratta di tre voci molto distanti tra loro.

Se Regioni ed enti locali spingono per mantenere alti gli incentivi e bassa la burocrazia, infatti, l’Autorità per l’Energia ha benedetto i tagli alle tariffe incentivanti, come anche il ricorso ai registri GSE e alle aste (seppur con procedura semplificata) e ha persino chiesto un “sistema di tracciabilità degli incentivi complessivamente percepiti da un medesimo soggetto”.

Se passiamo alle richieste dell’UE, fatte un paio di giorni fa dal commissario all’Energia Gunter Oettinger in persona, l’ammonimento al Governo è quella di non tagliare eccessivamente gli incentivi e, al contrario, di aggiungerne di nuovi per le rinnovabili termiche. Come Corrado Passera possa affermare che il Governo, con i decreti che ha in mano, riuscirà a mettere d’accordo tutti è un vero mistero.

L’unica cosa certa, a questo punto, è che per avere la versione finale dei due decreti servirà altro tempo: almeno una settimana. Durante la quale i tecnici del Ministero dello Sviluppo economico dovranno trovare la quadra e proporre due testi che piacciano a tutti. Anche ai colleghi del Ministero dell’Ambiente.

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